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14.11.2017

Bettoni: «Il raccordo
farà bene pure ai conti»

In prima fila Giovanni Bazoli, Bettoni, Maroni e Delrio FOTOLIVE
In prima fila Giovanni Bazoli, Bettoni, Maroni e Delrio FOTOLIVE

A giudizio di tutti, a partire dal presidente Francesco Bettoni, la «vera» inaugurazione di Brebemi c’è stata ieri, con il taglio del nastro dell’interconnessione con la A4. Con essa, anche sul versante bresciano la Direttissima si inserisce nel sistema autostradale nazionale, e non le serve altro. «Connette aree industriali molto importanti e aumenterà la qualità di vita di questi territori perché serve allo sviluppo del paese e fa parte della rete di cento infrastrutture che abbiamo programmato», commenta il ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio. Importante e «moderna, efficiente, confortevole, sicura e bella in modo emozionante», commenta Bettoni.

Chi ci arriva dalla A4 da Venezia viene accolto da 550 metri di rampa di accesso verso la barriera di esazione di Castegnato incastonati di luci Swareflex di Swarovski annegate nell’asfalto. Chi esce dalla barriera per immettersi nella Serenissima viene salutato allo stesso modo. Questione di sicurezza per agevolare chi imbocca le rampe magari a velocità sostenuta, e anche di glamour per coccolare i clienti. Ma al di là della bellezza, Bettoni sfodera i numeri dei primi tre anni di gestione. Se l’anno scorso Brebemi ha chiuso l’esercizio in perdita di 49 milioni, a fine 2017 il presidente prevede una riduzione delle perdite tra gli 11 e i 12 milioni. Ora «ci avvicineremo al pareggio nel 2018 e lo centreremo l’anno successivo». Il merito sarà dell’interconnessione appena inaugurata, dalla quale Bettoni si aspetta un aumento del traffico non inferiore al 35 per cento. Aumento che Brebemi avrebbe potuto aspettarsi solo a partire dal 2021, quando sarebbe stata completata la Corda Molle con il conseguente collegamento ad A4. Per non aspettare tanto la Società ha messo mano a un’opera da oltre 50 milioni di euro e l’ha portata a termine in due anni e otto mesi, «tanto quanto in Italia ci vuole solo per la progettazione», dice l’ad Claudio Vezzosi. Senza l’interconnessione, l’avvio è stato lento e faticoso, ma comunque in crescendo. I numeri di Bettoni dicono che dal secondo semestre 2014 a oggi i transiti (cioè quanti percorrono i 62 chilometri della Direttissima da cima a fondo) sono cresciuti del 128 per cento, e del 168 chi percorre solo dei tratti. Dall’inaugurazione al 30 settembre scorso i veicoli totali entrati in Brebemi sono stati 32 milioni e 100 mila.

E POI LA questione «spinosa» dei 320 milioni di contributi pubblici (260 dallo Stato e 60 da Regione Lombardia), che hanno suscitato più di una critica. «Vero che ce li hanno dati – sottolinea Bettoni -, ma è altrettanto vero che in opere di compensazione abbiamo restituito 400 di milioni». Ed elenca le mitigazioni ambientali per 200 milioni consegnate ai Comuni, 11 tunnel per la salvaguardia della fauna su 62 chilometri di tracciato, 200 mila piantumazioni tra arbusti e alberi d’alto fusto, le piste ciclabili, tangenziali, cavalcavia... Per Bettoni, tuttavia, i benefici più grossi devono ancora arrivare. A parte i 120 assunti di età media di 32 anni, «in questo triennio già 10 grandi aziende da cinquemila dipendenti si sono insediate lungo la dorsale, senza considerare l’indotto». MI.VA.

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