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06.12.2018

Bilancio 2019 ancora
in bilico. Loggia in
attesa di certezze

Una veduta aerea di piazza Loggia. Molte incertezze aleggiano ancora sul bilancio preventivo 2019
Una veduta aerea di piazza Loggia. Molte incertezze aleggiano ancora sul bilancio preventivo 2019

Il Documento unico di programmazione relativo al quinquennio 2019-2023 è stato approvato ieri dalla commissione bilancio della Loggia, passaggio obbligato prima dell’esame a cui sarà sottoposto in consiglio comunale il 20 dicembre. La presentazione del bilancio di previsione per il 2019 avverrà invece, si è augurato l’assessore al bilancio Fabio Capra, «ad anno nuovo iniziato da poco». L’attesa è figlia di due incertezze: l’entità delle risorse provenienti da Roma riconducibili al fondo Imu-Tasi e la quantità di denaro che a Milano si deciderà di stanziare come corrispettivo chilometrico per la metropolitana cittadina. Capra prima di licenziare il documento aspetta che «almeno uno dei due rami del Parlamento approvi la legge di stabilità e che il consiglio regionale discuta la questione del rimborso da destinare al metrobus di Brescia». Su quest’ultimo fronte l’esponente del Pd è apparso moderatamente ottimista e confortato dalle assicurazioni fornite ieri in commissione dal leghista Massimo Tacconi circa il fatto che sulla questione «Rolfi e Caparini sono sul pezzo». «Mi auguro che vengano almeno confermati i nove milioni erogati per il 2018», ha chiarito l’assessore, lasciando anche intendere che venendone privati, in toto o per una parte consistente, si aprirebbe un problema la cui risoluzione avrebbe un alto grado di difficoltà: «Non saprei dove andare a prenderli». ENTRANDO nello specifico del Dup, Capra ha premesso che il documento (di oltre cinquecento pagine) presenta una sezione strategica ed una operativa. Ed è sulla prima che si è soffermato, nella convinzione che i dati socio economici riportati costituiscano elemento imprescindibile per ragionare in maniera strategica sul futuro della città. Primo elemento da considerare: la popolazione del capoluogo continua ad aumentare ed entro il 2020 supererà le 200 mila unità («Forse già entro la fine dell’anno prossimo»). Non confortano gli indicatori demografici di struttura e la loro tendenza: a fine 2017 i residenti under 15 a Brescia costituivano solamente il 13,1 per cento del totale, mentre gli over 65 il 38,3 per cento. Ergo, «la città invecchia, calano i giovani e crescono gli anziani», e gli edifici scolastici sono poco occupati. Ragion per cui, anche alla luce di un contenimento dello sforzo economico che la Loggia ha preventivato per il loro adeguamento sismico e termico, «verrà fatta una valutazione per capire quali poter chiudere senza mettere troppo in difficoltà le famiglie». Le statistiche restituiscono puntuali indicazioni anche sull’indirizzo delle politiche per la famiglia che l’amministrazione dovrà mettere in campo nel prossimo lustro. Basti pensare che al 31.12.17 delle 94.493 famiglie presenti sul territorio municipale, 41.688 (il 44,1 per cento) risultavano formate da un solo componente e quelle costituite da quattro elementi erano 9.910 (il 10,5 per cento). La fotografia scattata con soggetto i redditi Irpef degli abitanti della Leonessa segnala un andamento verso l’alto: la media per abitante nel 2016 era pari a 17.690 euro, quella per dichiarazione a 25.435 euro. Interessante il quadro relativo all’arsenale veicolare dei bresciani: il parco macchine a fine 2017 segnava quota 155.106, in buona parte costituita da mezzi Euro 6 (23.074). Capitolo condizioni interne dell’ente Comune di Brescia. Dal paragrafo “risorse umane disponibili” si evince che il personale alla fine dello scorso anno ammontava a 1.604 unità (il 20,1 per cento di esse impiegate a tempo parziale), così ripartite: 33,8 per cento maschi, la rimanente percentuale femmine. Di costoro 290 vantavano un’età compresa tra i 60 e i 64 anni e dunque prossimi alla pensione. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Mauro Zappa
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