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20.02.2019

Birbes piange nonna
Barbara e la città
perde un simbolo

Barbara Posio è stata una vera istituzione per la città in tutti gli anni trascorsi da Birbes
Barbara Posio è stata una vera istituzione per la città in tutti gli anni trascorsi da Birbes

Le storie, anche quelle più belle, anche quelle che sembrano per sempre, purtroppo prima o dopo finiscono. Personaggio fuori dal tempo, avulsa alle categorie anagrafiche che funzionano invece per tutti gli altri (alla faccia dei 103 che avrebbe compiuto oggi) Barbara Posio se ne è andata in silenzio ma il suo ricordo, la sua vitalità, la sua inesauribile energia resisteranno come valori vivi e vividi dietro al bancone della storica forneria Birbes, in corso Cavour, di cui è stata anima e cuore. Icona bresciana oltre le mode e le generazioni, irriducibile dietro alla cassa fino all’ultimo giorno, «la signora Barbara»– come la chiamavano da sempre i tantissimi clienti affezionati, che nella sua bottega hanno fatto merenda dai banchi del liceo alla pensione – fu donna che visse due volte. Almeno a livello professionale: nel 2007, quando già le mancava poco a lambire il primo secolo su questa terra, decise di cedere l’attività e tirare un sospiro di sollievo; poi però ci ripensò e qualche anno più tardi ritornò in pista, sempre lì, in pieno centro, di nuovo in mezzo alla sua gente e ai suoi ragazzi. E naturalmente pane, focacce, brioches, all’inconfondibile profumo di cose buone appena uscite dal forno che rapisce a metri di distanza. Come sanno tutti, il grande classico di Birbes è però sempre stato uno e soltanto uno: la pizza. Stesso gusto (intenso), stessa consistenza (ultrasoffice) fin dagli anni ’60, amata e venerata ma talvolta anche snobbata, specie dagli integralisti devoti agli impasti sottili e croccanti – vivaddio, questione di gusti: «Solo i grandi dividono», diceva Gualtiero Marchesi – «la pizzetta da Birbes» non smetterà di essere appuntamento fisso, rito popolare prezioso, un momento di piacere e lentezza in questi frenetici tempi a mille all’ora. Nemmeno ora che Barbarina ha salutato tutti.

IN TANTISSIMI ieri, dalla forneria (gestita dalla figlia) ai social, le hanno dedicato un pensiero, ricordandola «come grande esempio di tradizione e amore per il lavoro quotidiano». Fra gli altri, anche il sindaco Emilio Del Bono, tramite Facebook: «Ci lascia un personaggio storico della città a cui è legata la storia di tanti di noi. Una donna di energia rara Barbara Posio, l’anima di Birbes». Poche, intense parole anche dalla pagina «la pizzetta di Birbes»: «Ciao nonna Barbara, grazie!». Un grazie diventato collettivo man mano che la notizia si è diffusa, ultimo abbraccio a «quella giovane ragazza nata nel 1916, con la delicatezza di una libellula e capace di strappare il sorriso ogni volta. Non ne fanno più di donne così…».

Elia Zupelli
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