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13.01.2018

Bozzoli, oggi scade il termine per le indagini

L’ingresso della Bozzoli a Marcheno: scaduti i termini della proroga delle indagini sulla scomparsa di Mario
L’ingresso della Bozzoli a Marcheno: scaduti i termini della proroga delle indagini sulla scomparsa di Mario

Mario Pari Interrogatori e scadenze. Sono quelli che stanno segnando questi giorni fondamentali per il futuro dell’indagine sulla scomparsa di Mario Bozzoli, l’imprenditore di Marcheno di cui non si hanno più notizie dall’8 ottobre 2015. Fu quello l’ultimo giorno in cui l’imprenditore fu visto nella fonderia «Bozzoli», nel comune della Valtrompia. LE INDAGINI in questi anni hanno portato all’iscrizione nel registro degli indagati di due nipoti dell’imprenditore, Alex e Giacomo, figli del fratello Adelio, e di due operai, Oscar Maggi e il senegalese Aboagye (Abu) Akwasi. Ma proprio oggi scadono i termini relativi alla proroga delle indagini che sono state aperte per omicidio volontario e soppressione di cadavere. E i giorni appena trascorsi sono stati parecchio intensi per gli inquirenti bresciani che hanno proceduto a diversi interrogatori. Sono stati sentiti testimoni e indagati. I fratelli Giacomo e Alex Bozzoli si sono avvalsi della facoltà di non rispondere, dichiarando di essere innocenti. Ha invece risposto, per alcune ore al magistrato, il padre Adelio Bozzoli, anch’egli sentito in procura, come teste. Oggi scade quindi la proroga e la procura avrà tre mesi di tempo per decidere se pronunciarsi per la richiesta di archiviazione o per la chiusura indagini. In questo secondo caso gli indagati avranno poi venti giorni per chiedere di essere interrogati o per depositare memorie. In caso contrario la procura potrebbe chiedere il rinvio a giudizio. In questi due anni la procura di Brescia è stata impegnata anche nelle indagini sulle morte di Giuseppe Ghirardini, operaio della «Bozzoli» scomparso proprio nei giorni successivi a quelli in cui non si ebbero più notizie dell’im- prenditore, e poi ritrovato senza vita a Case di Viso, poco lontano da Ponte di Legno. A provocare la morte per avvelenamento furono dosi di cianuro contenute in esche avvelenate. L’indagine è aperta, da allora, per istigazione al suicidio. Ma al gesto estremo non hanno mai creduto i familiari, secondo i quali Giuseppe Ghirardini non avrebbe avuto alcuna ragione per togliersi la vita. Un giallo nel giallo, con i carabinieri e la procura chiamati a far luce su entrambe le vicende. Ora però nel caso della scomparsa di Mario Bozzoli si arriva alla scadenza della proroga delle indagini. Anche per l’imprenditore, sulla base delle testimonianze raccolte, non c’erano elementi per far pensare a una fuga o a un gesto estremo. Resta così il fascicolo aperto per omicidio volontario e soppressione di cadavere nei confronti dei quattro indagati. IL GIALLO originato dalla scomparsa di Mario Bozzoli ha segnato profondamente le esistenze dei familiari e dei parenti. Le indagini non hanno potuto non tenere conto di quanto dichiarato ai carabinieri dalla moglie di Mario Bozzoli il giorno successivo alla scomparsa. Parole che hanno contribuito ad indirizzare le indagini nei confronti dei parenti. Iscrizioni nel registro degli indagati e perquisizioni sarebbero avvenute successivamente. Il lavoro degli inquirenti e degli investigatori si sta protraendo da ormai oltre due anni anni. Fino a oggi. Adesso rimane solo il tempo delle decisioni. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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