CHIUDI
CHIUDI
Seguici
Sezioni
Servizi
Cerca

14.11.2017

Brebemi-A4,
il matrimonio
funziona

Per gli ambientalisti è la cancellazione di ulteriore terreno agricolo di cui si poteva fare a meno. Come non fosse bastata la Brebemi. Per Francesco Bettoni quelli che dicono così, sono i soliti «comitati del no, su tutto», che frenano l’Italia. «Ma li abbiamo... asfaltati», si lascia scappare, neanche tanto per caso.

Per i costruttori della Direttissima Brescia-Milano che ieri, insieme alle autorità politiche, il ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio e il presidente lombardo Roberto Maroni, hanno inaugurato l’interconnessione con l’autostrada A4, «questo è il vero primo giorno della Brebemi», perché solo ora c’è il volano al suo pieno utilizzo: questa bretella. Se i transiti sono cresciuti del 128% in tre anni (e i ricavi da 11 sono passati a 61,2 milioni l’anno), adesso, immaginano, la percentuale potrà crescere chissà quanto. E ancora di più potrà crescere quando il cerchio del sistema viabilistico dell’ovest lombardo sarà chiuso: mancano ancora all’appello la Pedemontana e gli interventi su Cassanese e Paullese. Solo allora la Brebemi potrà essere a pieno regime.

TUTTAVIA quelle sono opere che interessano Brebemi, ma su cui il cda della spa di via Somalia può far poco. Brebemi la sua parte l’ha fatta, e finita. Bettoni cerca tra i filosofi la frase per dirlo. E la trova in Socrate: «Una vita senza esami non vale la pena di esser vissuta», enuncia il presidente della società autostradale. E aggiunge il concetto che gli preme di più: «Noi ne abbiamo passati tanti, oggi abbiamo brillantemente superato l’ultimo esame». Per lui la Brebemi è sempre la «l’autostrada più bella del mondo», perfino glamour. Sarà per questo che nell’asfalto del raccordo «abbiamo incastonato delle luci Swarovski». Anche se i veri gioielli Bettoni è convinto siano altri: la decina di aziende che stanno spuntando lungo la dorsale dell’autostrada e i 10 mila occupati che genereranno». Tutta roba che non è certo merito del luccichìo delle Swarovski ma della funzionalità della Brebemi rispetto all’economia lombarda, funzionalità più evidente con l’apertura di questo collegamento. Anche a parere di Delrio: «Di project financing me ne propongono tanti e tanti li respingo - confessa -. Dev’esserci equilibrio tra utilità pubbliche e private, e questa autostrada, questo raccordo, ce l’hanno». A volerlo fortemente, il raccordo, «siamo stati noi di Cal», rivendica Gianantonio Arnoldi, l’ad della Concessioni autostradali lombarde, la spa concessionaria. Il governatore Maroni vede nel raccordo realizzato in 10 mesi di cantiere un esempio di come «in Lombardia le cose si facciano e si facciano bene», a dispetto delle resistenze e delle critiche di quelli che le avanzano solo per partito preso.

«ABBIAMO accettato tutte le critiche», ha detto Bettoni. E l’assessore regionale Alessandro Sorte gli completa il ragionamento: «Solo col raccordo in vita si può avere titolarità a criticare, prima Brebemi era come un pugile costretto a combattere con un braccio legato dietro la schiena». Tra le critiche ci sono quelle sui contributi pubblici, che di fatto avrebbero annacquato la purezza del project financing: «Vero, il Governo ha stanziato 260 milioni di euro, la Regione ce ne ha dati 60milioni - spiega Francesco Bettoni - ma che dire dei 400 milioni di euro in opere compensative e dei 200 in opere di mitigazione ambientale?».

Correlati

Articoli da leggere

Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento richiede l’utilizzo di un “cookie di dominio” secondo quanto indicato nella Privacy Policy del sito; l’invio del commento costituisce pertanto consenso informato allo scarico del cookie sul terminale utilizzato.

pagine 1 di 1