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19.02.2019

Brebemi da
record: più utenti
e occupazione

Sui suoi 62.1 chilometri della Brebemi passano 20.100 veicoli al giorno, con una crescita del 151% rispetto agli 8mila del 2014
Sui suoi 62.1 chilometri della Brebemi passano 20.100 veicoli al giorno, con una crescita del 151% rispetto agli 8mila del 2014

Dopo quattro anni di esercizio la A35 Brebemi raggiunge la maturità e mostra un pò del suo vero potenziale. Sui suoi 62.1 chilometri ora passano 20.100 veicoli al giorno, stimati nel settembre 2018, con una crescita del 151 per cento rispetto agli ottomila del 2014. IL SUO TRACCIATO ha già attratto quasi un miliardo di euro di investimenti da parte di imprese e oltre 3.600 nuovi addetti. Sono solo i dati principali emersi da uno studio realizzato da Agici Finanza d’impresa sulle ricadute economiche, occupazionali e ambientali della Direttissima sul territorio che attraversa. Lo studio rileva che dal novembre 2017 dell’interconnessione con la A4 su Brescia, lungo l’asse sono stati programmati o realizzati 18 nuovi insediamenti di cui 6 già operativi, con 2,8 milioni di metri quadrati di superfici acquistate (940.000 edificabili), 913 milioni di euro di investimenti, 3.620 nuovi dipendenti, 22,6 milioni di oneri di urbanizzazione incassati dai Comuni e, nei prossimi anni, diversi milioni di euro di Imu da riscuotere sempre da parte dei Comuni stessi. Nell’area bresciana, in particolare nel 2017/18 l’occupazione ha registrato un saldo positivo di 8 punti percentuali. Ma i benefici della Direttissima sul territorio non si fermano qui. Sempre secondo Ageci, Brebemi ha alleggerito il traffico sulle strade comunali e provinciali, ridotto la congestione nei centri urbani, l’incidentalità e i tempi di percorrenza tra un Comune e l’altro. Sicchè diventano più fruibili gli ospedali e l’aeroporto di Linate «sta diventando sempre più il City Airport anche di Brescia». Inoltre, ha dato una spinta al turismo religioso, culturale ed enogastronomico. Comunità locali e residenti nelle aree direttamente coinvolte hanno beneficiato di interventi compensativi come adeguamenti autostradali, mitigazioni ambientali, viabilità ordinaria per un totale di circa 293 milioni di euro. I 43 mila utenti quotidiani del tratto Chiari-Brescia non a pedaggio risparmiano una somma pari a 130.400 euro al giorno. «I risultati dello studio confermano e migliorano le percezioni che avevamo – commenta il presidente della Direttissima, Francesco Bettoni -. Numeri alla mano la Brebemi cresce e con lei tutto il territorio, e questo è solo l’inizio. Le prospettive che emergono dalla ricerca dicono che le potenzialità non sono ancora del tutto sfruttate, le grandi realtà insediate lungo la A35 Brebemi fungono da generatori di nuovi investimenti, si attendono nuovi sviluppi sia nel settore produttivo che in quello commerciale e dei servizi e questa crescita negli insediamenti, e nell’indotto collegato, porterà alla creazione di ulteriori posti di lavoro». Ieri mattina, alla presentazione dello studio sulle ricadute economiche e ambientali della Direttissima a Milano, con lui c’erano il sottosegretario all’Economia Massimo Garavaglia, il governatore Attilio Fontana, gli assessori all’Ambiente Raffaele Cattaneo e alle infrastrutture Claudia Maria Terzi, il presidente della Provincia di Bergamo Gianfranco Gafforelli, il presidente emerito di Intesa Sanpaolo Giovanni Bazoli e l’Ad di Cal Gianantonio Arnoldi. Hanno preso atto pure dei benefici diretti stimati dallo studio che si assestano intorno a 577 milioni di euro in termini di tempo risparmiato, riduzione dei costi di trasporto, minori emissioni inquinanti e rumore, e diminuzione degli incidenti. IN PARTICOLARE, si sono risparmiate 11 milioni di ore, con una riduzione annuale media del costo del trasporto di 58 euro/veicolo, un beneficio ambientale di 80,5 milioni di euro con minori emissioni di CO2, NOx, Pm10, e un meno 6 per cento di incidenti sulle strade statali dall’avvio della Direttissima. La ricerca rileva che pure il settore immobiliare registra un trend positivo. L’andamento delle compravendite nelle zone Treviglio-Romano di Lombardia e Rovato-Montichiari, ad esempio, mostra un più 51 per cento in quattro anni del comparto residenziale, mentre il produttivo è salito di 48 punti nel 2016, con una leggera flessione nel 2017. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Mimmo Varone
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