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21.07.2018

Brescia, il portafoglio «vede» i 200 miliardi

Un’ulteriore crescita che avvicina un traguardo di spicco. Il portafoglio delle famiglie bresciane continua a crescere e, alla fine del 2017, si avvicina a quota 200 miliardi di euro attestandosi oltre i 197,5 miliardi di euro con un significato incremento su base annua. NEL 2017 la ricchezza lorda (non considerati i debiti finanziari) delle famiglie (consumatrici e produttrici) bresciane è aumentata di quasi il 6% rispetto all’anno precedente. L’aumento - come spiegano gli esperti - è riconducibile per circa tre quarti al rialzo dei prezzi delle diverse attività e per la restante quota a nuovi investimenti, che hanno raggiunto il livello più elevato dal 2008. Gli acquisti di quote di fondi comuni sono notevolmente aumentati, soprattutto per effetto dell’introduzione dei Piani individuali di risparmio (Pir) alla fine del 2016. I Pir hanno l’obiettivo di indirizzare gli investimenti delle famiglie a sostegno della piccola e media impresa italiana, garantendo, in cambio, un’agevolazione fiscale: sono esenti dalle imposte su capital gain e rendimento e dall’imposta di successione. Le polizze assicurative hanno continuato a crescere, raggiungendo circa il 21% delle attività finanziarie delle famiglie bresciane. Nell’arco di dieci anni la loro quota ha evidenziato un progresso di 6 punti percentuali. L’incidenza dei titoli di Stato e delle obbligazioni bancarie sul totale delle attività finanziarie delle famiglie è diminuita al 6,7%, con una perdita di 13 punti percentuali nel confronto con il 2007. La quota di nuclei familiari che detiene direttamente titoli di Stato e obbligazioni è scesa a meno del 10%, il minimo dalla fine degli anni Ottanta. Le famiglie che hanno ridotto queste attività si sono orientate più delle altre verso prodotti del risparmio gestito. Questi ultimi pesano per circa un terzo sulle attività finanziarie a livello territoriale dei nuclei familiari. L’incidenza dei fondi comuni e assicurazioni sul totale della ricchezza, pari al 27,6%, è in linea con la media dell’area dell’euro. Il peso dei fondi pensione, invece, è inferiore di quasi dieci punti percentuali, anche in ragione del ruolo più importante della previdenza pubblica a livello nazionale. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

R.CR.
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