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11.01.2017

Brescia Musei
esternalizza
Bando il bar

Il complesso museale di Santa Giulia che fa capo a Brescia Musei
Il complesso museale di Santa Giulia che fa capo a Brescia Musei

Un mega «appalto» che terrà dentro tutti i servizi museali: dalla biglietteria alla guardiania dal bookshop alla ristorazione. Una rivoluzione copernicana, nel solco delle direttive dei Beni Culturali che ora offrono come sbocco per la gestione di questi servizi la formula della concessione. Fondazione Brescia Musei per fine mese pubblicherà il bando: in un unica soluzione tutti i servizi, non più spacchettati come un tempo (a tal ditta la sorveglianza a tal altra l’accoglienza al museo, senza dire dei servizi principali come la biglietteria che erano gestiti direttamente dalla Fondazione). D’ora in poi il pacchetto sarà unico e affidato a chi vincerà la gara che si aprirà a febbraio. Gara europea che guarda necessariamente a Associazioni temporanee di impresa, dal momento che solo una Ati, quindi un raggruppamento di aziende, può accollarsi tanti servizi e dei più diversi.

Una esternalizzazione che ha al centro la biglietteria, il servizio che in qualche modo caratterizza la formula che la realtà presieduta da Massimo Minini ha scelto di adottare.

CHI SI AGGIUDICHERÀ la concessione - perché di questo si tratta e non di gara di appalto -, infatti, avrà come fonte di remunerazione solo in parte quanto gli spetterà da Brescia Musei, ma trarrà profitto anche da altre fonti legate direttamente alla gestione: i biglietti di mostre e musei in primis, ma anche, ad esempio, gli introiti dei caffè-bar interni a Santa Giulia, alla Pianacoteca Tosio Martinengo, oltre a quelli derivanti dalla gestione del bar sul retro del Nuovo Cinema Eden (via Odorici) che attraverso questo affidamento il Comune punta a rilanciare dopo anni di chiusura al pubblico. Così come allo stesso modo potrebbe rilanciarsi la caffetteria di Santa Giulia, chiusa da tempo e che, come ha detto il bando andato deserto, non ha raccolto fino ad ora l’interesse del mercato.

Un bando parecchio articolato, dunque, in ragione della diversità dei servizi e delle realtà museali che attraverso di esso si vogliono gestire, diversità che chiede una alto grado di elasticità. Prerogativa di chi verrà ad operare a Brescia - gli ipotetici interlocutori saranno soggetti certamente di ambito nazionale - sarà infatti anche quella di fare proposte. Sebbene la regia, quindi le scelte di fondo in merito alle iniziative (quali mostre? quali rassegne cinematografiche o musicali?) resterà comunque e sempre in capo alla Fondazione, al suo consiglio di amministrazione e al suo direttore Luigi Di Corato.

Il bando che supererà i due milioni di euro, non è ancora definito in tutti i dettagli: ad esempio, è per ora imprecisata la durata, sicuramente pluriennale. Alla redazione stanno lavorando gli uffici di Brescia Musei e del Comune, che si avvalgono della collaborazione di Federcultura.

NEL FRATTEMPO Fondazione Brescia Musei ha pubblicato alcuni bandi per cercare nuove figure al fine di potenziare il proprio organico. In particolare, si doterà di un addetto al Museo delle Armi in Castello. Tra gli obiettivi di questa assunzione: tenere aperto il museo e quello del Risorgimento per l’intero arco della settimana, superando l’attuale situazione di apertura limitata ai soli giovedì, venerdì, sabato e domenica per sette ore. Situazione sicuramente disagevole per il turista culturale, in particolare del mordi e fuggi.

Eugenio Barboglio
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