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19.11.2018

Brescia torna
grande per qualità
della vita

Brescia è ventiduesima in Italia per la qualità della vita FOTOLIVE
Brescia è ventiduesima in Italia per la qualità della vita FOTOLIVE

Un doppio balzo in avanti che in un sol colpo consente di migliorare la classifica rispetto allo scorso anno di 5 posizioni e di superare i cugini bergamaschi staccandoli di ben otto posti. La ventesima indagine sulla «Qualità della vita» condotta da ItaliaOggi e La Sapienza di Roma premia Brescia facendola avanzare rispetto allo scorso anno (22ª piazza d’onore invece della 27ª) e riportandola a ridosso del 2015, quando la città prima di crollare nel 2016 di nove posti era salda alla 19ª piazza nazionale. Quest'anno la Leonessa torna a ruggire e a crescere. Per il resto le posizioni al vertice sono sempre occupate dalla «speciale» Bolzano, che riguadagna la medaglia d'oro che fu sua già nel 1999 (prima edizione dell'indagine), nel 2001, nel 2007 e lo scorso anno. Sotto la lente d'ingrandimento della ricerca sono finiti l'ambiente, il lavoro, il tempo libero, la scuola e la finanza. Tutti indicatori che contribuiscono a rendere migliore la vita di ogni singolo cittadino a Bolzano quanto a Brescia. Considerando la seconda e terza posizione, rispettivamente di Trento e Belluno (stabili rispetto alla precedente edizione), «nulla di nuovo sotto il sole».

IL PODIO, QUINDI, non si discute, ma vede Mantova perdere addirittura dieci posizioni rispetto al 2017. Il passo in avanti del Bresciano, al contrario, va preso come un importante indicatore di fiducia per il futuro e del lavoro svolto per far rinascere la città proiettandola nella mittel-europa. Il capoluogo, secondo i criteri di valutazione della ricerca nazionale, si sta lentamente riprendendo dopo lo scivolone di tre anni fa. Un dato frutto del salto di posizionamento in sezioni come Affari e lavoro (nel 2015 si occupava la posizione 41, due anni fa la 50, nel 2017 la 56ª posizione ed ora 46ª, dieci in più). A zavorrare la città è però sicuramente la voce Ambiente che vede Brescia precipitare dal 37° posto al numero 104! Un crollo sulla voce «verde» che fa il paio con la politica di bonifiche non ancora decollata e i problemi legati alla gestione delle polveri sottili. Va meglio nel settore Criminalità dove la città è salita di 9 posti al gradino 62 (nel 2016 era al 78). Stesso risultato per il Disagio sociale e personale (dal 48° posto al 10° in un anno). Peggiora invece la classifica per la voce popolazione (da 20 a 22) mentre i servizi finanziari tengono il 12° posto nazionale così come succede per il Sistema Salute (74°). Nel settore Tempo libero nessun acuto (63° posto come nel 2017) ma migliora di 29 posizioni il Tenore di vita (da 46 a 15). Miglioramenti che, messi insieme, sono serviti a «guarire» la classifica riproponendo il capoluogo saldamente tra le prime 25 posizioni a livello nazionale. Le nove posizioni perse tra il 2015 e 2016 non pesano più nella percezione della qualità di vita tanto che Brescia quest’anno è stata riammessa al primo gruppo (buona qualità) dal secondo (qualità di vita accettabile). A livello nazionale Bolzano si conferma reginetta della qualità di vita. Seconda rimane Trento, seguita da Belluno. All’ultimo posto Vibo Valentia prende il posto di Trapani. E se Napoli rimane confinata al 108° posto, Milano guadagna 2 posizioni (da 57 a 55) e Roma scivola all’85° dal 67° dello scorso anno.

giuseppe.spatola@bresciaoggi.it

Giuseppe Spatola
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