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14.04.2018

Cantone boccia la vendita a Save Per il D’Annunzio tutto da rifare?

Nuovi guai per la Catullo, arrivano dall’Anac di Cantone
Nuovi guai per la Catullo, arrivano dall’Anac di Cantone

Raffaele Cantone porta indietro di quattro anni l’orologio di Catullo spa. E con esso il D’Annunzio di Montichiari. Il magistrato a capo dell’Anac (Autorità nazionale anticorruzione) con una delibera del 9 marzo scorso, pubblicata giovedì, contesta la cessione a contrattazione diretta delle quote del Comune di Villafranca (2 per cento del capitale) alla Save di Enrico Marchi che gestisce gli aeroporti di Venezia e Treviso. Partendo da quell’operazione conclusa il 19 marzo 2014, Save ha scalato il Catullo fino ad arrivare al 40.3 delle azioni. «Così non si doveva agire», dice in sintesi Cantone, che ritiene la cessione «non conforme alle previsioni dei codici dei contratti e del diritto comunitario». La delibera Anac fa seguito a un esposto di Dario Balotta, presidente Onlit (Osservatorio nazionale delle liberalizzazioni nelle infrastrutture e trasporti), che il 20 febbraio 2017 aveva denunciato l’acquisizione avvenuta «in presunta violazione della normativa sulle procedure di evidenza pubblica». È già stata notificata al presidente di Catullo, al sindaco di Villafranca come controparte interessata, a Save perchè «voglia far conoscere, assegnando il termine di 30 giorni dalla ricezione, le eventuali azioni da intraprendere in esito alla presente delibera». È STATA consegnata a Mit (Ministero delle infrastrutture e trasporti) ed Enac (Ente nazionale per l’aviazione civile) con i quali Catullo si era consultato prima della cessione diretta delle quote di Villafranca. E pure, «per gli eventuali profili di competenza», alla Procura di Verona, e alla Corte dei Conti che dovrà esprimersi sulla congruità del valore della partecipazione ceduta a Save. Una vera e propria bomba che potrebbe minare dalle fondamenta tutto il castello societario costruito a partire dal quel 2 per cento ceduto senza gara. Ora c’è da chiedersi quali effetti concreti bisogna attendersi, anche per l’aeroporto di Montichiari ormai legato a doppio filo con Save nel suo destino di scalo cargo di interesse nazionale. Di certo Catullo e il socio veneziano non staranno a guardare, e Marchi forse ricorrerà al Tar. L’esito della vicenda, però, appare incerto, e lo stesso presidente Aib Giuseppe Pasini (in Abem insieme a Camera di commercio), che non si aspetta grandi cose dall’accordo con Save, la settimana scorsa sollecitava Regione Lombardia a muoversi in direzione di sinergie Catullo-Montichiari-Orio al Serio. A NON CREDERE che la “bomba” possa essere disinnescata è Balotta, che consiglia ai veronesi di non allinearsi al socio Save in un eventuale ricorso al Tar contro Cantone. «I soci pubblici di Catullo pensino piuttosto a salvare il salvabile dell’aeroporto che ha subito un forte ridimensionamento ed è privo di una strategia di sviluppo», dice. Per il presidente Onlit, insomma, serve «una gara per l’affidamento della concessione del Catullo e di Montichiari, unico strumento capace di sottrarre a gestioni opache, inefficienti e consociative l’aeroporto ed assicurare così uno strumento di sviluppo turistico ed industriale per il territorio del Garda». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Mimmo Varone
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