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12.01.2019

Cartine, articoli, fotografie Gli studenti raccontano la prima guerra mondiale

La presentazione della mostra allestita alla sala «Il folle volo»
La presentazione della mostra allestita alla sala «Il folle volo»

Un percorso storico e antropologico per rivivere ogni fase della prima guerra mondiale utilizzando tutti i linguaggi a disposizione: è la mostra «La tragedia delle “buone” ragioni», organizzata dalla classe V FL dell’Iis Lunardi, coordinata dal professore Luca Guerra e con la collaborazione del fotografo Cesare Mor Stabilini. Allestita nella sala multifunzionale «Il folle volo» dell’Acli Cristo Re di via Trento, «la mostra intende avviare un percorso di costruzione e di condivisione delle conoscenze per far sì che la scuola diventi una comunità di vita permettendo a chiunque di imparare a riflettere in modo critico», come sottolineato dal docente. Partendo da una cartina topografica della situazione mondiale ante guerra, come in un viaggio nel tempo tra vecchi articoli di giornale, fotografie storiche, cimeli del passato di soldati in guerra, pensieri e poesie si giunge al termine dell’installazione che coincide con la fine della Grande Guerra, «madre di tutte le contraddizioni dell’epoca», come descritta in breve sintesi dal presidente dell’Acli di Borgo Trento Paolo Bonzio. Contraddizioni che si respirano maggiormente nelle immagini di guerra, reperite dall’archivio di Stato e riprodotte dagli studenti, affiancate alle foto attuali di quegli stessi territori, teatro di sanguinose battaglie. Ma anche la sezione dedicata alla propaganda tedesca e a quella italiana è satura di contrapposizioni. «Una guerra che fu combattuta per “buone” ragioni: economiche, politiche, sociali ma che ha portato a piangere 10 milioni di vittime. Una propaganda che riconosce nell’altro un ostacolo e un limite da cui prendere le distanze allontanandosi, così, dall’idea di costruire ponti: tutto drammaticamente attuale», ha aggiunto il professore. Riflessioni che hanno accompagnato i ragazzi della V FL per tutto il cammino, portandoli a visitare anche le trincee e il Museo Storico Italiano della Guerra di Rovereto: «Uno studio completo che ci ha permesso di immedesimarci realmente in chi, impotente davanti agli accadimenti, doveva partire per il fronte. Abbiamo potuto leggere, vedere e capire l’aspetto emotivo del conflitto e dei soldati, cosa che non si studia sui libri di scuola», hanno così commentato Francesca Carpentieri e Giulia Pelizzari, due delle studentesse ad aver partecipato alla realizzazione del progetto. La mostra potrà essere visitata gratuitamente presso la sala di via Trento 64/a fino al 27 gennaio dalle 9 alle 12, previste visite guidate.

Marta Giansanti
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