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21.09.2018

Castella 2, il
sì riaccende
la protesta

Il corteo di cittadini che ha sfilato due settimane fa nell’ultima manifestazione contro la discarica che potrebbe sorgere sul territorio  FOTOLIVE
Il corteo di cittadini che ha sfilato due settimane fa nell’ultima manifestazione contro la discarica che potrebbe sorgere sul territorio FOTOLIVE

Il coro di mille no è rimasto inascoltato. La mobilitazione di amministratori, cittadini e comitati sfociata nel mega corteo di protesta inscenato due settimane fa non è bastata. Dalla Provincia è arrivato ieri il via libera alla discarica Castella 2, richiesta da Garda Uno, che autorizza lo smaltimento di 905 mila metri cubi di rifiuti nell’enclave tra il territorio di Rezzato e il quartiere Buffalora di Brescia. L’impianto sorgerà a poca distanza dal bacino di smaltimento scorie denominato Castella che il Broletto aveva invece bocciato. «Il progetto - ha precisato la Provincia - è differente dalla precedente richiesta, che era stata giudicata incompatibile con i criteri regionali sia per gli impatti sulla matrice idrogeologica che sulla qualità dell’aria». IN REALTÀ, anche nel caso della Castella 2, l’Ats ha evidenziato pesanti criticità di natura ambientale che evidentemente non sono state giudicate determinanti dall’Ufficio Ambiente del Broletto. In sede di Conferenza dei servizi, sono state limitate le categorie di rifiuti speciali non pericolosi che possono provocare cattivi odori ed è stata riconosciuta una compensazione per i Comuni di Rezzato, Brescia e Castenedolo. Concessioni che non servono certo a placare la protesta. «La battaglia è solo all’inizio - afferma Francesco Venturini, coordinatore del Comitato Difesa Salute e Ambiente di Buffalora -. Faremo sicuramente ricorso al Tar, da soli o a supporto dei Comuni, che già alla vigilia avevano annunciato che in caso di autorizzazione avrebbero impugnato il provvedimento della Provincia. Tuttavia confidiamo soprattutto nell’azione politica, ovvero che gli amministratori dei Comuni soci di Garda Uno facciano pressione sulla multiutility affinché ritiri il progetto. Devono uscire dall’ipocrisia. Non si può essere contrari ad una discarica in casa propria e scaricare i rifiuti su altre comunità per conseguire utili da investire sul megadepuratore del lago». A questo proposito, i rappresentanti di Garda Uno hanno annunciato che se il progetto Castella 2 andrà in porto, ritireranno il ricorso al Consiglio di Stato che pende sulla prima richiesta di discarica. Entro dieci giorni la Provincia dovrà redarre la scheda tecnica, che oltre a fissare i «paletti», potrà chiarire perché il fattore di pressione regionale non ha bloccato l’iter autorizzativo. Il sindaco di Borgosatollo, Giacomo Marniga, non nasconde la sua indignazione. «Non entro nel merito del lavoro dei tecnici, ma come amministratore prendo amaramente atto che ancora una volta ha prevalso la logica dell’interesse privato sul diritto collettivo alla salute. Anche ipotizzando che la discarica sia impeccabile dal punto di vista delle regole, il problema è che le regole non tutelano né l’ambiente né i cittadini. È avvilente sentirsi dire che l’area presenta “elevatissime criticità” ma allo stesso tempo sostenere che l’impianto rispetta le norme e quindi non ci sono motivi ostativi per bloccarlo. Bisogna avere una visione cumulativa, perché tante potenziali fonti di inquinamento, sia pure in regola, concentrate in un solo luogo, rappresentano un pericolo. È difficile stabilire qual è l’elemento che fa traboccare il vaso - aggiunge Marniga -, ma il problema è che qui il vaso e già traboccato e non c’è più spazio per niente. Se la norma dice che c’è ancora spazio per un’altra discarica, significa che la norma è sbagliata». «Una decisione paradossale - la definisce l’assessore regionale Fabio Rolfi -, perché viene da un Ente governato dallo stesso partito che pochi giorni fa ha manifestato accanto ai cittadini, con il sindaco di Brescia in testa. È significativo che, mentre i nuovi impianti al vaglio della Regione vengono bocciati, quelli di competenza provinciale vengono sempre approvati». IN UNA NOTA congiunta, le amministrazioni di Rezzato, Brescia, Borgosatollo e Castenedolo hanno sottolineato di essere «profondamente preoccupate. È frustrante rendersi conto che le normative vigenti non tutelano salute e ambiente». Ma la partita è ancora aperta. «Attendiamo la stesura ufficiale del provvedimento per decidere gli ulteriori passi da intraprendere congiuntamente», si legge nella nota dei Comuni. Quanto ai benefit ambientali, il sindaco di Borgosatollo è tranchant. «Non abbiamo chiesto nessuna compensazione - sottolinea Marniga -. L’idea è stata della Provincia, ma noi di compromessi non ne vogliamo. La discarica non si deve fare e basta». •

Cinzia Reboni
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