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15.03.2019

Cattolica, è
conto alla rovescia
per la sede

La targa della futura sede dell’Università Cattolica, benedetta ieri tra le ruspe che stanno rimettendo a nuovo l’ex seminario, sarà apposta all’ingresso nel 2021, anno in cui gli studenti potranno iniziare a frequentare le lezioni nel nuovo ateneo. LA ROSEA PREVISIONE arriva dal rettore Franco Anelli, che ieri ha accolto centinaia di ospiti tra autorità civili, religiose, militari, studenti e dipendenti al consueto Dies academicus, simbolicamente tenuti in quello che presto diventerà il nuovo polo universitario bresciano. La gigantesca struttura di via Bollani sarà presto rivitalizzata per aprire un nuovo capitolo della storia pedagogica bresciana, come già accaduto - ha ricordato Anelli – a Roma per il Gemelli, a Piacenza con la facoltà di Agraria e con le altre che si sono aggiunte nel tempo. Un trasloco per il quale l’università ha stanziato 20 milioni di euro, e che prevede l’accorpamento delle varie sedi dislocate in centro storico, ora ospitate dagli spazi delle Ancelle della carità e dalla Casa primaria di Brescia delle Canossiane, oggi non più sufficientemente capienti. La sede storica di via Trieste rimarrà invece operativa là dove si trova. Nell’estate del 2020 la nuova Cattolica sarà dunque pronta per iniziare la seconda fase del progetto, ovvero lo spostamento di quanto allestito nelle sedi odierne. Il nuovo spazio è enorme, 20.500 metri quadri, di cui ne saranno a disposizione 14.700 distribuiti sui vari piani. Questa superficie comprende anche una porzione costruita ex novo, pari a 1.800 metri. Qui troveranno posto 29 aule per 2.000 sedute, 13 laboratori di fisica, 3 di informatica, una biblioteca con sala lettura da 70 posti e due depositi con 180mila volumi, 4 sale studio per 220 posti, 2 sale tesi, 12 sale riunioni e 55 uffici per docenti. Saranno disponibili anche una mensa da 200 posti, un bar con zona libreria, palestra e campo da calcio, una cappella e 10mila metri quadri di spazio verde. Verrà aperto un nuovo accesso da via Garzetta che, in accordo con il Comune, sarà collegato con una ciclopedonale alla fermata della metropolitana Europa. Una ricaduta in termini di benefici per l’intero territorio calcolata in circa 5,6 milioni di euro all’anno. La Cattolica, nel frattempo, non cessa di crescere: 6 facoltà, 17 corsi di laurea e 5 master attraggono ogni anno più iscritti, quest’anno cresciuti del 6% nelle immatricolazioni, per un totale di 4.000 studenti. Tra questi anche i 485 meritevoli di borse di studio. Fra le novità programmate e in attesa dell’approvazione del Miur c’è, ad esempio, il nuovo corso triennale in Scienze turistiche e valorizzazione del territorio, e il ritorno del Dams (ora Stars). Anche dal punto di vista della ricerca, la Cattolica bresciana è in corsa: negli ultimi due anni sono stati attivati 25 progetti per un valore di 3,5 milioni di euro, a cui si aggiungono 5 progetti a bando Prin, ossia di ricerca di interesse nazionale, recentemente accolti per oltre 500mila euro. Tre sono nel campo della fisica, uno in quello della psicologia e un altro in quello delle lettere. E queste sono solo alcune delle innumerevoli attività condotte dall’ateneo su diverse tematiche imprescindibili per calare la formazione su un piano più concreto e tangibile. L’università Cattolica si appresta dunque a diventare una piccola città nella città, migliorando ulteriormente la sua già più che solida reputazione, basti pensare che secondo il Graduate Employability Ranking 2019 (l’indagine che analizza le migliori università al mondo per quanto concerne l’occupabilità post titolo), la Cattolica è prima in Italia su 660 atenei per la presenza attiva di aziende e la terza per studenti ricercati dai recruiter. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Michela Bono
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