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29.09.2017

Centrale del
Latte resta
«municipalizzata»

La Centrale del Latte di via Lamarmora resterà dei bresciani FOTOLIVE
La Centrale del Latte di via Lamarmora resterà dei bresciani FOTOLIVE

La Centrale del Latte non sarà quotata in Borsa, non diventerà una Fondazione nè una public company, ma resterà quel che è: una società controllata dal Comune di Brescia, l’unica del settore ad essere ancora pubblica. Una municipalizzata, insomma, in un’epoca, l’epoca della “Madia“, in cui si impone agli enti locali di cedere le società non strategiche e che non svolgono servizi di pubblica utilità. Per capirci: Brescia Trasporti fa circolare i bus e può restare comunale, ma il latte non è un servizio pubblico. Il Governo però farà eccezione per la realtà di via Lamarmora, e per un’altra manciata di società ora pubbliche di altri comuni. La Loggia stava trattando da qualche mese con Roma a questo fine, e nei giorni scorsi da Palazzo Chigi è arrivata la telefonata che Emilio Del Bono aspettava. Era il ministro Maria Elena Boschi che gli anticipava il contenuto di un prossimo decreto concepito proprio per dispensare alcune società pubbliche non strategiche dagli obblighi della legge Madia. In attesa della formalizzazione ministeriale, oggi il Consiglio comunale delibererà sulla Centrale, perchè comunque lo deve fare, non essendo ancora vigente la deroga, sancita solo per decreto.

«DEVO RINGRAZIARE sia Boschi che Madia - ha detto Del Bono - Che hanno riconsiderato le nostre argomentazioni. Una riprova dell’attenzione del governo per Brescia, dopo la decisione di mantenere la sede del Tar e il potenziamento degli organici di magistratura». Una considerazione figlia - secondo Del Bono - del fatto che «abbiamo fatto bene la nostra parte» e delle ottime performance economiche della Centrale del latte, pure in prima linea nei controlli su Pcb e aflatossine». Insomma conti più che a posto (un milione di euro d dividendi per la Loggia nel 2016) e ruolo nella sicurezza e nell’educazione alimentare non sono fattori secondari nella decisione di Roma. La società di via Lamarmora è la prova che «anche la gestione pubblica può essere efficiente». Una sconfessione della bontà della legge Madia, questa eccezione per Centrale e altre società? Non per Del Bono: «La logica della legge non è sbagliata, perchè tante sono le società pubbliche con passivi cronici. Ma c’è stata intelligenza nel lasciare la finestra aperta per le eccezioni, per quelli che lavorano bene». Rolfi e Tacconi della Lega Nord in serata hanno espresso «soddisfazione per la deroga» ma aggiunto che«la legge Madia è miope: il sindaco sia parte attiva per modificarla».

Eugenio Barboglio
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