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16.04.2018

«Cibo, farmaci e
cancelleria: più donatori
per il recupero»

Maria Chiara Gadda al tavolo con altri ospiti per parlare della legge 166 contro lo spreco alimentare
Maria Chiara Gadda al tavolo con altri ospiti per parlare della legge 166 contro lo spreco alimentare

L’economia circolare salverà il mondo: parafrasando l’«Idiota» di Dostoevskij, la sostenibilità è il paradigma da seguire per un nuovo modello di sviluppo. Anche il Parlamento italiano se n’è accorto, approvando nel 2016 la legge 166, conosciuta come «legge Gadda» contro lo spreco alimentare: la stessa Maria Chiara Gadda, è stata ospite dell’ultima giornata di «Brescia green», iniziativa dedicata agli stili di vita sostenibili. «Tutti abbiamo una responsabilità – ha spiegato Gadda -. La legge mette in un quadro omogeneo una serie di norme che rendevano difficile il recupero e, con l’ultima legge di bilancio, è stata estesa a cibo, farmaci, prodotti di cancelleria e cartoleria: dobbiamo andare verso un rapporto strutturato con le associazioni e aumentare il numero dei donatori». «Sono stati giorni intensi, abbiamo avuto studenti, docenti, aziende, famiglie», ha commentato Diego Moratti, direttore di «InfoSostenibile» e organizzatore dell’evento. E Brescia ha dimostrato che l’attenzione è alta: lo scorso anno, dalle mense scolastiche, sono state recuperate sei tonnellate e mezzo di cibo, distribuite a più di 180 persone grazie a 21 realtà, come ha spiegato Livia Consolo, responsabile di «Alimentarsi, imparare mangiando». Ma l’impegno parte da molto più lontano. Precisamente, dal 1992, come ha sottolineato Luigi Moraschi di Cauto: «Cominciammo a recuperare frutta e verdura scartata all’Ortomercato per ridistribuirla a scopo sociale». Nel 2011 è nato «Now», grazie al quale in un anno sono stati recuperati 2 milioni 100 mila chili di eccedenza dai supermercati, 400 mila dalle organizzatori di produttori, 300 mila chili di donazioni da aziende e piattaforme e 300 mila di donazioni da varie onlus: «Ogni settimana circa 7 mila persone beneficiano dei nostri prodotti – ha sottolineato Moraschi -. Ma ci sono criticità: il sistema per ora si regge su volontari, c’è poca stabilità nella donazione e difficoltà a collaborare con la Gdo». Anche la Caritas diocesana collabora con il Comune di Brescia per la lotta agli sprechi: «Nel 2017, abbiamo ritirato 4210 chilogrammi di cibo, recuperando 150-200 pasti a settimana: significa che un giorno di distribuzione a settimana dei pasti è gratuito ed è un risparmio economico ed energetico ma anche l’occasione di un cambio culturale», ha notato il vicedirettore Marco Danesi. L’AIUTO NELLA LOTTA allo spreco arriva anche dalla Gdo - «Nel 2017, gli 8 negozi di Auchan di Brescia hanno recuperato 61 mila chili di eccedenza, pari a 110 mila pasti», ha spiegato il direttore dell’Auchan di San Bartolomeo, Giampaolo Bonzanini -, e si declina anche nella recente apertura dell’Emporio solidale della cooperativa Tempo libero. « In un anno la media nazionale delle donazioni è cresciuta del 21 per cento», ha spiegato Gadda. Qualcosa da sistemare c’è, come ha notato l’assessore all’Ambiente Gianluigi Fondra: «Con Bergamo, abbiamo pensato a misure comuni, come una cifra accantonata nel bilancio previsionale come copertura degli sconti sulla Tari agli esercenti che recuperano le eccedenze». •

Manuel Venturi
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