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06.12.2017

Civile, Ematologia
vicina
«al collasso»

Il Day Hospital dell’Ematologia degli Spedali Civili, inaugurato nello scorso febbraio al Satellite
Il Day Hospital dell’Ematologia degli Spedali Civili, inaugurato nello scorso febbraio al Satellite

Le malattie del sangue sono sempre più curabili, grazie al miglioramento delle terapie che hanno alzato la qualità di vita delle persone affette da leucemie, linfomi e mieloma. Questo significa tanti pazienti in terapia o in controllo che vanno seguiti con rigorosi programmi di follow up. Un dato positivo, che sta creando tuttavia problemi organizzativi all’Ematologia dell’ospedale Civile, dove si è già ampiamente superato il limite degli spazi e risorse umane disponibili. Un’emergenza denunciata dal primario, Giuseppe Rossi, dati alla mano: «Il numero dei pazienti seguiti è aumentato: cinque volte tanto rispetto ai malati di una volta. Ogni anno eroghiamo più di 25 mila prestazioni e seguiamo 7 mila pazienti in continuo aumento, complice una maggiore accuratezza diagnostica, senza escludere l’ aumento dell’incidenza di queste malattie, da valutare nel tempo». Se l’apertura di un nuovo Day Hospital al Satellite, finanziato da Ail, ha dato una boccata d’ossigeno almeno per la parte ambulatoriale, la situazione resta critica, soprattutto sulle degenze, dove i 24 letti sono «insufficienti», chiarisce il primario. Per ovviare alla carenza di letti ci si appoggia su quelli liberi della clinica per solventi, ma anche sulle Medicine (con 250 ricoveri in più) e gli Infettivi (100 ricoveri in più).

IL PROBLEMA è che l’Ematologia dell’ospedale Civile è l’unico riferimento sul territorio provinciale. Un bacino d’utenza di quasi 1,3 milioni di persone, cui si aggiunge l’area di Mantova e in parte anche quella di Cremona. Numeri insostenibili, se si pensa che a livello normativo si prevede un’Ematologia ogni 600-900 mila abitanti. «La sanità è sempre più portata verso la gestione del paziente cronico, cui punta anche la recente riforma lombarda – riflette Rossi -. Ma i pazienti acuti ci sono ancora, e facciamo fatica a gestirli: oltre all’impegno servono spazi e risorse». Anche il presidente dell’Ail, Giuseppe Navoni, da sempre vicina all’Ematologia del Civile con progetti e iniziative, condivide le difficoltà che, affrontate dal reparto, rischiano di ripercuotersi sugli stessi pazienti. «Sarebbe necessario che sul nostro territorio anche strutture private importanti iniziassero a farsi carico del problema». Ma l’Ematologia (come del resto infettivi, nefrologia e dialisi) non è particolarmente remunerativa per il privato, e il compito di dare risposte ai malati viene lasciato al servizio pubblico. La soluzione per sgravare l’Ematologia di Brescia, secondo Rossi, è nell’apertura di un secondo reparto al Civile, da situare a Montichiari per abbracciare Bassa, Garda e Val Sabbia (a Montichiari e Gardone Val Trompia sono già attivi Day hospital ematologici). Per ora è solo un sogno: per diventare realtà dovrebbe essere inserito nel Piano di organizzazione aziendale del Civile, e ottenere l’avallo della Regione. Intanto il primo paziente bresciano è stato coinvolto in uno studio mondiale per un nuovo farmaco contro il linfoma. «Un anticorpo monoclonale bispecifico - racconta Rossi -: rientra nelle sperimentazioni, anche di fase 1, condotte in reparto».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lisa Cesco
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