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26.10.2011

Colombo e la Costituzione spiegata ai ragazzini


 L'ex pm di Mani Pulite torna spesso a Brescia, soprattutto per insegnare ai giovani i principi della legalità
L'ex pm di Mani Pulite torna spesso a Brescia, soprattutto per insegnare ai giovani i principi della legalità

Ore 10, a lezione di legalità da Gherardo Colombo, ex magistrato e figura storica del pool Mani pulite, oggi impegnato a costruire il senso delle regole partendo dal basso, nell'incontro con le nuove generazioni. Succede alle classi terze della scuola media Mompiani, che ieri lo hanno incontrato dopo aver lavorato in classe sulla Costituzione e i suoi principi fondamentali.
COME SCUOLA multilingue con un altissimo tasso di alunni stranieri, l'impegno ulteriore è stato tradurre i principali articoli della carta nei diversi idiomi, per presentarli non solo ai ragazzi, ma anche ai loro genitori, per favorire un ulteriore passo verso l'integrazione. L'epilogo delle attività realizzate si è concretizzato in una lettura collettiva degli articoli nelle diverse lingue, rappresentati da altrettanti cubi di cartone con le parole chiave di ciascun disposto, «diritti inviolabili», «pari dignità», «eguaglianza davanti alla legge», come i mattoni su cui poggia la democrazia.
«Se i ragazzi vengono coinvolti, se gli si parla rendendoli protagonisti invece che spettatori, seguono il discorso e si entusiasmano», racconta Colombo, per la terza volta a Brescia ospite della Mompiani, e autore del libro «Sulle regole». La vera sfida è riuscire a trasmettere ai ragazzi un concetto semplice eppure immenso nelle sue potenzialità, «il rispetto degli altri, chiunque sia l'altra persona che ci sta davanti – spiega l'ex pm -. La Costituzione parla di questo, perché le regole sono importanti ma non basta enunciarle, devono anche essere rispettate». Cosa che ultimamente è avvenuta poco, se si allarga l'analisi all'attualità.
«L'Italia di oggi, lo vediamo tutti, è messa piuttosto male. Veniamo da anni di mancato rispetto di regole estremamente importanti, da questo dipende molto della crisi che stiamo vivendo».
QUESTO IL COLOMBO «ufficiale». Con i ragazzi, invece, via ogni patina di austerità, soppiantata da un lessico alla mano e dai «dammi un cinque» che piovono quando arrivano i ragionamenti giusti. Perché la lezione non è un ex cathedra ma un dialogo continuo allineato allo spirito e alla comprensione dei tredicenni. «Le regole vi piacciono?» chiede lui. «Dipende dalle regole», rispondono loro, già incuriositi. «Qual è una regola utile?» incalza lui. «Che tutti possono andare a scuola, senza differenze di disponibilità», risponde Adelina, lunga coda bionda e accento dell'est. «Le regole servono quando danno a tutti la stessa libertà», spiega Colombo.
«La Costituzione può essere raccontata come un triangolino, l'angolo al vertice è l'importanza di tutti noi: ogni cittadino ha pari dignità sociale perché tutti siamo importanti allo stesso modo, ognuno deve avere opportunità pari agli altri, e la Repubblica riconosce i diritti inviolabili dell'uomo». Anche andare a scuola, in questa prospettiva, diventa un esercizio di libertà, perché «libertà è possibilità di scegliere, ma non si può scegliere senza sapere, e solo chi impara poi sa: si viene a scuola, quella scuola dell'obbligo che a voi qualche volta sembra pesante, per imparare ad essere liberi e ad esercitare i diritti».

Lisa Cesco
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