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02.02.2012

Colombo: «La democrazia? Non sempre la esercitiamo»

L'ex magistrato Gherardo Colombo oggi presiede la Garzanti libri
L'ex magistrato Gherardo Colombo oggi presiede la Garzanti libri

Insegnare i fondamenti della democrazia ai ragazzi, ma anche agli adulti. Questa la missione dell'ex magistrato Gherardo Colombo, intervenuto all'auditorium San Barnaba in occasione del ciclo di incontri «La Costituzione: storia di persone», organizzato da Casa della memoria. Intervistato da Mario Gorlani, professore di Diritto pubblico all'università di Brescia, ha parlato dei suoi libri «Democrazia» e «Il perdono responsabile». «PERCHÉ IL POPOLO governi, il presupposto è che le persone siano considerate per la loro dignità, cioè siano capaci di essere libere - ha esordito -. C'è anche un problema di definizione del termine “popolo”: lo siamo tutti, o solo chi è considerato cittadino e non chi è nato in Italia da genitori stranieri e non è ancora maggiorenne?», ha sottolineato con riferimento alla cittadinanza per gli immigrati. «L'unico strumento a disposizione del popolo sembra il voto, come se fossimo in una monarchia a termine: invece si può manifestare il proprio pensiero, raccogliere firme per referendum o proposte di legge, scrivere petizioni. È la democrazia, ma spesso ce ne dimentichiamo». L'ex magistrato ha riconosciuto il ruolo fondamentale dei partiti nella vita pubblica, puntando il dito sul popolo italiano: «Non abbiamo fiducia nei partiti, ci lamentiamo ma senza esercitare quella sovranità che la Costituzione conferisce ai cittadini nell'articolo uno. Gli italiani hanno sempre bisogno della mamma, delegano e si lamentano: bisogna partecipare alla politica, e ai giovani consiglio di attivarsi con idee nuove che vadano in contrasto con i vecchi partiti». Colombo ha denunciato anche un altro aspetto italiano: la divisione in «tifoserie», dominata da parzialità e partigianerie: «La parte emotiva esclude tutto, il senso di comunità non esiste. La democrazia così non funziona, è la ricerca di un incontro. In questo processo, educazione alla libertà e informazione sono essenziali». Colombo ha poi affrontato il tema del carcere e della condanna, proponendo una giustizia riconciliativa: «Le sanzioni non sono un deterrente per i criminali: il 68 per cento di chi esce dal carcere commette altri reati. Se le minacce di sanzione fossero un deterrente, in Italia non avremmo più di due milioni e mezzo di notizie di reato all'anno».M.VEN.

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