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01.10.2017

Cominelli: «La carta
d’identità falsa?
Me la sono fatta io»

Cominelli dopo l’arresto FOTOLIVE
Cominelli dopo l’arresto FOTOLIVE

Per il processo è stato tutto aggiornato al 30 ottobre prossimo. Nel frattempo, l’arresto è stato convalidato. Ma il problema, in questo caso, non era il pericolo di fuga.

Davanti al giudice, ieri mattina, si è presentato Claudio Cominelli, arrestato giovedì scorso dalla squadra Mobile della Questura di Brescia dopo sette anni di latitanza. Come quasi sempre capita a chi vuol far perdere le sue tracce, aveva una carta d’identità valida per l’espatrio intestata a un’altra persona. Una persona realmente esistente e assolutamente ignara del «furto» delle proprie generalità. Così ieri mattina in tribunale a Brescia è iniziato il processo per direttissima e si è tenuta l’udienza di convalida.

CLAUDIO COMINELLI è stato arrestato, sulla base di indagini coordinate dal sostituto pg Gianpaolo Zorzi, perchè deve scontare 21 anni di carcere per l’omicidio del fratello Walter, ucciso e gettato in un forno fusorio a Caionvico nella notte tra il 16 e il 17 dicembre 1992. Ma quando è stato rintracciato, nell’appartamento in cui si trovava con la compagna al civico 13 di via Calatafimi a Brescia, ha mostrato il documento falso ai poliziotti della Questura. Il tentativo è durato la manciata di minuti necessari all’accertamento della verità. Quando ha capito che la sua vera identità sarebbe stata scoperta il latitante ha ammesso: «Sono Claudio Cominelli».

All’arresto per la condanna diventata definitiva si è aggiunto così quello in flagranza. Nel processo per direttissima è chiamato dunque a rispondere di sostituzione di persona e del possesso di una carta d’identità falsa valida per l’espatrio. Ieri Claudio Cominelli si è presentato in aula senza la barba lunga che aveva al momento dell’arresto. E quando gli è stato chiesto in che modo si fosse procurato il documento falso ha risposto: «L’ho fatto io».

Ora se ne riparlerà a fine mese, il 30 ottobre, data fissata dal giudice per l’aggiornamento dell’udienza. M.P.

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