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sabato, 18 agosto 2018

Comunità Bresciana finanzia cinque progetti «emblematici»

Da sinistra Giovanni Peli (Fondazione Cariplo), Pierluigi Streparava e Giacomo Ferrari (Comunità Bresciana) (BATCH)

Michela Bono Cinque progetti, tanto validi e innovativi da essere «emblematici». Così li ha valutati la Fondazione Comunità Bresciana, che quest’anno ha voluto premiare con il consueto bando triennale da 475mila euro attività molto diverse fra loro, «mettendoci anche un po’ di coraggio - ha sottolineato il presidente Pierluigi Streparava –, non scontato quando un ente si trova a dover amministrare soldi del territorio». Lanciati a giugno unitamente a Fondazione Cariplo, gli «Emblematici Provinciali» vincenti sono stati selezionati su 16 progetti presentati. Data la rotazione su tre province, era dal 2014 che questo bando non arrivava a Brescia. A meritarsi il contributo nell’ambito socio-ambientale è stata la Cooperativa Cauto con «Mani in piastra», un imponente progetto che permetterà a Brescia di riappropriarsi di una ex discarica nella zona est della città: 17mila metri quadrati, che Cauto trasformerà in nuovo polo logistico per la raccolta porta a porta e isola ecologica. Circa 500 metri quadri saranno poi adibiti a sportello per consulenze ambientali e 1.000 metri diventeranno un parco tematico per esposizioni e laboratori didattici. Il tutto prevede tre anni di lavori. Grazie al contributo della fondazione, Brescia si arricchirà di un altro spazio in cui l’ambiente sarà il protagonista. La fondazione Bobo Archetti ristrutturerà il rifugio della Valle di Mompiano nell’area dell’Ex Polveriera, anch’essa oggetto di un completo rifacimento. L’ente ha infatti acquistato il rifugio e i 37 ettari di bosco circostante, per trasformarli in un luogo dove tutti possano ricaricare le energie nella natura. Il rifugio sarà anche un punto avanzato di Protezione Civile con idranti antincendio e costituirà un vero infopoint per tutto il parco. L’ente di via Gramsci ha selezionato poi la nuova «Casa Emilia Lucchini» in via Oberdan 1, che la Fondazione Lucchini ha deciso di donare all’Ail (Associazione italiana leucemia) per ospitare le mamme con i bambini ricoverati per lunghi periodi al vicino ospedale Civile. La famiglia Lucchini si accollerà i 600mila euro di spesa per ricavarne sette mini appartamenti. La villa, rivitalizzata in memoria della signora Emilia, ha anche un giardino di 5.000 metri quadrati. I lavori dovrebbero concludersi a inizio primavera. ULTIMO progetto che si è guadagnato i fondi è «Water Circle», promosso dal Kayak Club di Palazzolo, che verrà completamente ristrutturato per permettere l’accesso alle persone con disabilità. Così ristrutturato, il centro sul fiume diventerà anche polo federale per l’allenamento paralimpico. Il quinto progetto, diversamente dai precedenti che riceveranno 100mila euro, se ne è aggiudicati 75mila, nonostante le sue peculiarità siano uniche in Italia. Si chiama «Grande Comunità. La musica come infrastruttura sociale» e prevede una rete di 14 soggetti coordinati dalla Fondazione Teatro Grande. Si pone l’obiettivo di rendere la musica accessibile a tutti, portandola negli ospedali, nelle case di riposo, nelle carceri, nelle mense per i poveri, nei centri per migranti o per vittime di violenza, ovunque possa essere una leva di sviluppo sociale. In programma ci sono 12 concerti entro 28 febbraio 2019. Essendo il Grande la terza attrazione di Brescia più visitata dopo Santa Giulia e il Castello, la fondazione desidera farlo godere anche da chi mai acquisterebbe un biglietto per uno spettacolo. Per questo verranno messi a disposizione a soggetti svantaggiati numerosi ingressi gratuiti. La terza parte del progetto prevede la dotazione di sistemi per rendere fruibili le esibizioni anche a persone con disabilità sensoriali, come amplificatori e guide audio, percorsi tattili e con il linguaggio dei segni. •