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16.11.2018

Congresso Dem:
una «poltrona»
per due

Michele Orlando e Michele Bondoni del Partito Democratico di Brescia
Michele Orlando e Michele Bondoni del Partito Democratico di Brescia

Domenica 18 novembre i militanti (e i simpatizzanti) del Pd saranno chiamati a rinnovare gli organismi dirigenti periferici del partito. Nel caso della scelta del segretario della federazione bresciana (la partita si sta giocando tra Patrizia Avanzini, sindaco di Padenghe sul Garda, e Michele Zanardi, suo omologo a Villanuova sul Clisi), degli 80 componenti l’assemblea provinciale e dei responsabili dei 140 circoli sparsi sul nostro territorio la consultazione è «chiusa», vale a dire riservata esclusivamente ai circa 4.500 iscritti al Partito Democratico. L’elezione dei vertici regionali avviene invece in modalità «aperta», termine che sta ad indicare la possibilità di esprimere una preferenza tra Vinicio Peluffo ed Eugenio Comincini concessa anche per chi in tasca non ha la tessera del Pd. «Da oggi parte una fase congressuale che si concluderà con le primarie che sanciranno il successore di Martina - premette Michele Orlando - mi auguro che al termine di questo iter il partito ritrovi la bussola e che il lungo percorso intrapreso non si esaurisca con il semplice ricambio dei nostri vertici». «Certo - ammette l’ex sindaco di Roncadelle - il nostro statuto in questo senso non aiuta, il mio rammarico è che non si sia voluto modificarlo allo scopo di introdurre per i nostri iscritti forme di partecipazione più incisive».

IL RIMPIANTO di Orlando verte sulla modalità di nomina del leader nazionale, ancora una volta basata sul meccanismo delle primarie, sistema che dal suo punto di vista inibisce lo svolgimento di un congresso «a tesi», favorendo al contrario una diatriba sui nomi a scapito di un’analisi prospettica inerente a come il partito dovrebbe muoversi per uscire dalle secche in cui è incagliato. Il suo timore è che vada sprecata «l’occasione per ragionare sulla nostra lunga esperienza di governo, sul risultato del 4 marzo e sulla direzione verso la quale concentrare i nostri sforzi». «La fase che viviamo è tutt’altro che facile - riconosce l’attuale numero uno di via Risorgimento». Dal torpore in cui mostra di essere sprofondato il partito occorre però uscire in fretta, «un’alternativa progressista ed europeista in questo Paese è più che mai necessaria» perché «anche per grillini e leghisti arriverà inevitabile il tempo del confronto con la realtà e, di conseguenza, dello smascheramento delle promesse fasulle dispensate agli italiani». «Se in quel preciso momento arriveremo con la stessa credibilità che abbiamo palesato nei confronti degli elettori alle ultime politiche - ammonisce - allora a rischio non sarà solo la nostra sopravvivenza, ma la stessa tenuta democratica del Paese». Orlando riserva a sé stesso un sussulto d’orgoglio, derivante dall’appartenenza ad una forza politica che «nonostante le sconfitte subite e le ammaccature patite rimane comunque l’unica in grado di organizzare una giornata come quella di domenica, di regalare numeri che gli altri non sono minimamente in grado di fornire, e di garantire alla nostra gente un coinvolgimento autentico anziché in forma di clic». Michele Bondoni, presidente della commissione congressuale che sovrintende al regolare svolgimento delle assise e dunque figura per definizione super partes, si limita a segnalare quello che a suo parere costituisce il primo obiettivo del processo che avrà il suo epilogo con le primarie del 2019: «Dobbiamo per prima cosa ritrovare la dimensione perduta di una vera comunità politica». Ieri, a tre giorni dall’esito del confronto in corso con la «collega» Avanzini, Zanardi ha presentato la squadra che lo sta supportando. La lista, non comprendente il parlamentare a Strasburgo Morgano, la deputata Berlinghieri, il consigliere regionale Girelli, l’assessore cittadino Cominelli e la capogruppo Pd in Loggia Parenza, è suddivisa sulla base di dodici zone della provincia e presenta tra gli altri due consiglieri comunali del capoluogo, Curcio e Scaglia, i sindaci in carica di Ospitaletto (Sarnico), Palazzolo (Zanni) e Calvisano (Turini), l’attuale presidente della comunità montana della Valle Trompia (Ottelli), il predecessore di Orlando (Bisinella) e il responsabile uscente del dipartimento ambiente dei Dem (Bergomi).

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Mauro Zappa
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