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17.04.2018

«Consigli di quartiere
ad uso di
Del Bono e Pd»

L’opposizione (e non solo) ha letto sui quotidiani che nelle liste civiche a sostegno di Del Bono parecchi provengono dai consigli di quartiere. Un organismo che era nato come svincolato dai partiti ecco che diventa un bacino per le candidature del centrosinistra: è la constatazione della minoranza. Che dà questa interpretazione: «Alla fine i consigli di quartiere sono stati strumentalizzati da questa amministrazione». La polemica circola da qualche giorno, da quando sono cominciati a girare i nomi che infoltiranno la civica delboniana. Era dunque abbastanza naturale che la polemica si trasferisse in Consiglio comunale, anche se la delibera che si votava era una delibera tecnica, di proroga della vita dei consigli oltre la fine della consiliatura. Forza Italia, la Lega, non si sarebbero certo lasciati scappare l’occasione di attaccare Del Bono e il suo decentramento, ma è stata Francesca Parmigiani dai banchi della maggioranza a dar fuoco alle polveri. Non che si sia trattato di un intervento solamente polemico, il suo: Parmigiani è con Fenaroli la persona che ha dato forma all’impianto dei consigli di quartiere, ma è bastata una nota. In mezzo ai giudizi positivi, ha messo punte di delusione, innanzitutto per la migrazione dai consigli di quartiere alle file della civica per Del Bono. PER IL CENTRODESTRA queste riflessioni di Parmigiani sono sonate come la conferma nei fatti di un sospetto: che i consigli di quartiere per come sono stati concepiti (le opposizioni o non li volevano per nulla o li avrebbero voluti diversi e per questo avevano presentato un certo numero di emendamenti) sono espressione e strumento del centrosinistra («dei circoli del Pd», si è spinto a dire Nicola Gallizioli della Lega). E le cooptazioni di queste ore nelle liste civiche sarebbero la prova, come direbbe Anselmo, a posteriori dell’esistenza non di Dio in questo caso, ma di un disegno strumentale per rafforzare attraverso i 33 organismi di quartiere le chance del centrosinistra di tornare in Loggia. Detto che anche quando c’erano le circoscrizioni (decentramento che la Lega rimpiange apertamente, e il sindaco ricorda «proprio la Lega ha voluto cancellare») era abbastanza frequente trovare i presidenti candidati alle elezioni comunali, Francesco Onofri ammonisce: «Per lo meno si dovrebbero dimettere dalla loro carica in quartiere». E Gallizioli arriva alle estreme conseguenze: «Dovrebbero invalidare le liste civiche di Del Bono». Un’affermazione alla quale Fabio Capra (Pd) a mezza voce e provocatoriamente replica: «Dovrebbero invalidare anche la lista della Lega dove compaiono Bordonali e Rolfi già eletti in Parlamento e in Regione?». Del Bono la pensa diversamente dai suoi avversari, nelle candidature vede «il perdurare di un impegno civico», il fatto che se la riforma del decentramento è nata per diffondere lo spirito civico e di partecipazione ci è riuscita. L’assessore Marco Fenaroli respinge l’idea di un «disegno ideologico», ma sottolinea come la riforma abbia fatto «da punto di contatto e da antenna dei problemi della comunità», senza negare, certo, che poi «tutto deve tradursi in un concreto risultato amministrativo». IL RISULTATO, APPUNTO, proprio quello è -per Paola Vilardi di Fi, Massimo Tacconi (Lega) e Nini Ferrari (XBrescia Civica) - «il vero fallimento». Parmigiani (Al lavoro con Brescia) muove altri rilievi, che restano suoi: «Il gruppo di lavoro sui consigli di quartiere ha alla fine partorito solo la delibera di proroga mentre aveva tutto il tempo di intervenire sul regolamento». E poi, un dato storico: «Il progetto era che i consigli di quartiere durassero qualche mese più della Giunta e del sindaco, fu il Pd a volere un emendamento che allineasse le scadenze». Lo stesso Pd che ora, con la delibera approvata ieri, promuove un disallineamento che sa di ripensamento. La critica dell’opposizione è che i consigli di quartiere sono stati inascoltati, ma Gallizioli non si stupisce: «Del Bono è un accentratore, non ascolta neanche assessori e consiglio, figuriamoci i quartieri. Con Vilardi sindaco sarà diverso». Ma Del Bono rinfresca la memoria al dibattito su un paio di punti: uno, che i consiglieri di Lega e Fi non si sono mai visti ad una assemblea di quartiere. E due, che un presidente di quartiere, Ghidini, è addirittura candidato sindaco dei Cinquestelle. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Eugenio Barboglio
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