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13.09.2017

«Così io e la mia
famiglia siamo
scampati a Irma»

«Per fortuna la nostra casa non ha subìto danni. Io e la mia famiglia possiamo ritenerci fortunati»: Mauro Pederzoli, bresciano, classe 1961, giornalista nella redazione sportiva di Bresciaoggi prima di dedicarsi a tempo pieno al calcio come dirigente in Italia (a Brescia, a Cagliari, a Torino e nel settore giovanile del Milan) e all’estero (al Liverpool e al Cerro Porteno, in Paraguay), oltre che allenatore in Ecuador, solo ieri è tornato nella sua abitazione di Miami Beach, dove vive da due anni e mezzo. Cinque giorni fa è dovuto scappare a Orlando, 326 chilometri più a nord, insieme alla moglie Viki e ai figli Omar e Nina per sfuggire alla furia dell’uragano Irma, che ha costretto 6 milioni e mezzo di abitanti della Florida all’esodo più massiccio della storia moderna americana.

Le compagnie di assicurazione prevedevano tra i 150 e i 200 miliardi di dollari di danni. Irma, alla fine, ne è costato «solo» 50.

SEMBRA incredibile possa accadere di dover lasciare tutto quanto si ha più di più caro: l’abitazione, le proprie attività, le abitudini quotidiane. Con la prospettiva, esaurita la bufera, di non ritrovare nulla: «No, la mia casa non ha subìto danni - racconta Pederzoli tirando un sospiro di sollievo -. Miami riprende a vivere adesso, ma per giorni sembrava una città fantasma. Ora ci sono foglie e vetri dappertutto, semafori distrutti. E i cartelloni pubblicitari praticamente divelti: la maggior parte è stata portata via prima dell’arrivo dell’uragano, quelli fissi sono stati bucati per far passare l’aria».

Mauro Pederzoli è stato suo malgrado costretto a partecipare a questo esodo di massa: «Non avete idea se non lo provate - dice al telefono mentre è appena tornato a Miami Beach -. A me era capitato già l’anno scorso con Matthew: in America agli uragani danno nomi di persone. Per fortuna quello dell’ anno scorso alla fine si rivelò solo di forza 2, più debole delle previsioni. Stavolta no, è stato tutto diverso. L’uragano l’ho visto davvero e vi assicuro che è stato impressionante». E lo ha visto mentre, a Orlando, se ne stava chiuso nell’albergo che lo ha ospitato insieme a moglie e figli: «C’erano raffiche di una violenza inaudita e pioggia torrenziale - racconta -. Non ci si poteva muovere. Un uragano comporta molti disagi, ma per fortuna qui in America la prevenzione funziona in modo perfetto. A volte è esagerata, ma è necessario. Se penso a Irma, a cosa è stato il suo passaggio, alla fine non c’è stato nemmeno un morto. Da altre parti si perde la vita per molto meno». E la mente va alla recente tragedia di Livorno, 8 morti per l’esondazione di un canale dovuto a una sola precipitazione superiore al normale.

PEDERZOLI in Florida è il direttore tecnico del Miami Fc, squadra della North American Soccer League (Nasl), la Lega gemella della Mls, dove gioca ad esempio il New York City Fc, la squadra in cui il bresciano Andrea Pirlo sta spendendo gli ultimi spiccioli di carriera.

«Abbiamo vinto quello che in Sudamerica viene chiamato il campionato di apertura - racconta Pederzoli - e adesso siamo in testa a quello di chiusura. Ora è tutto fermo. Per giorni la squadra non si è potuta allenare, a Miami non si poteva stare. Ma non importa, in momenti del genere il calcio è l’ultima cosa».

Pederzoli racconta le conseguenze dell’arrivo di un uragano: «Intanto le autorità ci hanno ordinato l’evacuazione obbligatoria e ribadisco che la prevenzione qui funziona in maniera fantastica. Però, ho dovuto prendere la mia auto e con la famiglia mi sono diretto a Orlando. In condizioni normali servono 3 ore. Stavolta ce ne sono volute il triplo».

Poco prima di lasciare Miami Beach, ore di coda per acquistare la sabbia per mettere in sicurezza le finestre dall’acqua: «I disagi sono enormi: praticamente siamo rimasti senza acqua, senza benzina, ore e ore in un albergo lontano da casa».

Irma ha provocato il black out più gigantesco della storia: 5 milioni e mezzo di americani senza luce, ma anche senza la possibilità di usare frigoriferi, forni, lavatrici, tutti gli elettrodomestici.

«Ma i disagi si superano, piano piano si torna alla normalità. La mia casa non ha subìto danni. Siamo tutti sani e salvi - conclude Pederzoli -. Il resto non conta».

Vincenzo Corbetta
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