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09.11.2017

Crediti «fantasma»
per pagare oneri
previdenziali: 7 denunce

Le indagini della Finanza hanno preso il via nel 2015 da Brescia
Le indagini della Finanza hanno preso il via nel 2015 da Brescia

C'è chi per far quadrare i bilanci fa sacrifici e scelte accurate, chi invece preferisce affidarsi a magheggi e percorsi discutibili per evitare le tasse. Come dimostra l'ultima operazione condotta dalla Guardia di Finanza di Brescia, non a caso denominata «Ghost Credits», ossia crediti fantasma.

Sette le persone denunciate per i reati di frode fiscale, indebite compensazioni e false fatturazioni per imposta evasa di oltre quattro milioni di euro, tra di loro anche quattro bresciani. Ed è proprio dalla nostra provincia che nel 2015 hanno preso il via le indagini grazie ai sospetti nati dall'attività di controllo e incrocio delle informazioni contenute nelle banche dati consultate dalla Finanza. È così risultato che una società bresciana del settore edile e della meccanica generale disponeva di manodopera regolarmente assunta ma i cui oneri previdenziali, assistenziali e fiscali non erano stati versati utilizzando un sistema di compensazioni. Trentaquattro i dipendenti per i quali la società aveva escogitato il sistema fraudolento creando un bacino di crediti fittizi di Iva e Ires.

In questo modo l'azienda poteva disporre di manodopera a un costo inferiore rispetto agli altri operatori che svolgevano la loro attività in modo corretto, andando così a creare una concorrenza sleale con inevitabili ripercussioni sul mercato. La società bresciana ha poi chiuso i battenti – prassi comune per non destare sospetti – e l'amministratore delegato ne ha creata un'altra con sede legale a Milano ma operante su Bergamo nella quale sono stati fatti confluire i trentaquattro dipendenti con le stesse identiche modalità. Medesimo gioco: false fatturazioni per simulare crediti e non versare gli oneri per il personale. Ma gli uomini del Gico del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Brescia, guidati dal colonnello Salvatore Russo, «ghostbusters» della situazione, con il coordinamento delle procure di Brescia e Bergamo, hanno denunciato i responsabili di tre società: i rappresentanti di fatto - quattro bresciani, un bergamasco - e due prestanome, un calabrese e un campano. Per recuperare i 4 milioni di euro i finanzieri hanno sequestrato conti correnti, immobili, autovetture, quote societarie.

UN’ATTIVITÀ fondamentale per il contrasto all’evasione fiscale che produce effetti negativi sull’economia, non solo danneggiando le risorse dello Stato, ma accrescendo il carico fiscale per i cittadini onesti. Lo scorso giugno la Tenenza di Gardone Valtrompia aveva smascherato una società di Sarezzo che attraverso finte trasferte riusciva a non pagare oneri sugli straordinari dei dipendenti.

Paola Buizza
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