CHIUDI
CHIUDI
Seguici
Sezioni
Servizi
Cerca

16.05.2018

Cyberbullismo:
YouPol l’app per
«aiutare» i giovani

Federica Di Cosimo dell’Ufficio Scolastico Territoriale con il vicequestore Vincenzo Modeo
Federica Di Cosimo dell’Ufficio Scolastico Territoriale con il vicequestore Vincenzo Modeo

Se Maometto non va alla montagna, la Questura si organizza e si inventa un’applicazione per entrare nella vita dei giovani. Dopo un anno di sperimentazione sul campo, da oggi in tutte le Questure d’Italia è attiva una nuova applicazione che permette di chattare con la sala operativa per segnalare, anche in forma anonima, attività criminali di cui si viene a conoscenza. «YouPol», scaricabile gratuitamente da entrambi i sistemi operativi iOs e Android, è una app studiata per avvicinare i ragazzi e stimolarli a segnalare reati di cui sono testimoni o vittima. Pensando prima di tutto a bullismo, cyberbullismo e spaccio di sostanze stupefacenti, questo strumento può essere utilizzato in realtà per segnalare qualunque tipo di reato. Con molteplici vantaggi: «Si può interagire con la sala operativa della Questura anche in forma anonima, non è necessario essere logati con i propri dati per attivare una segnalazione di reato» spiega il vice questore vicario Vincenzo Modeo.

È PROPRIO la garanzia dell’anonimato una delle «armi» che la Polizia ha sfoderato per avvicinare la fascia dei più giovani. La speranza della Polizia è che questo incentivi i ragazzi a farsi avanti per segnalare situazioni illegali di cui sono vittima o testimoni e, che per paura o vergogna, non hanno avuto il coraggio di denunciare sinora. Una volta attivata la segnalazione lo strumento digitale rileva in automatico l’esatta posizione dello smartphone da cui è stata fatta attraverso il segnale Gps, così da agevolare l’intervento da parte delle forze dell’ordine. E, non da ultimo, attraverso YouPol è possibile anche inviare foto (e più avanti anche video) del reato che si sta segnalando. Nella prima fase sperimentale in cui YouPol è stata lanciata a Roma, Milano e Catania e poi in alcuni capoluoghi di regione per sei mesi, ha totalizzato oltre 118mila download e ricevuto 3.800 segnalazioni. «In un territorio come Brescia, che è molto attivo e vicino alle forze dell’ordine, ci aspettiamo di ricevere moltissime segnalazioni» sottolinea Modeo. Per far sì che i ragazzi rispondano in massa a questa chiamata attiva alla sicurezza partecipata, è stato coinvolto anche l’Ufficio scolastico territoriale. «Chiederemo alla Questura un momento formativo strutturato per i docenti e il personale delle scuole affinché loro per primi ne capiscano a fondo utilizzo» sottolinea Federica Di Cosimo dell’Ust. Attraverso l’applicazione è anche possibile effettuare chiamate d’emergenza. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Silvana Salvadori
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento richiede l’utilizzo di un “cookie di dominio” secondo quanto indicato in Informazioni sulla Privacy del sito; l’invio del commento costituisce pertanto consenso informato allo scarico del cookie sul terminale utilizzato.

pagine 1 di 1