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19.09.2018

Da Brescia a Livenka:
un ponte ricorda la
vecchia Nikolajewka

Un gruppo di alpini bresciani sul ponte con i presidenti dell’Ana Turrini e del Consiglio comunale Cammarata
Un gruppo di alpini bresciani sul ponte con i presidenti dell’Ana Turrini e del Consiglio comunale Cammarata

Era il 2013 quando gli alpini, a seguito della visita della vicesindaco di Livenka (la vecchia Nikolajewka) a Brescia, decisero di fare qualcosa per quella città russa, teatro di una struggente battaglia in cui persero la vita molti cittadini bresciani. Altrettanti, invece, riuscirono a tornare sani e salvi a «baita» proprio grazie all’aiuto delle donne locali che offrirono ai soldati cibo e un posto caldo per recuperare le forze. E per ringraziare il popolo russo la sezione Ana di Brescia propose di costruire un ponte, il cosiddetto «ponte dell’amicizia», come segno tangibile di riconoscenza. UN’IDEA SPOSATA immediatamente da tutte le sezioni nazionali da cui partì una raccolta fondi: 225 mila euro ricavati ed altri 75 mila euro, in gioielli, lasciati in testamento da Eva Pedersani in memoria di suo cognato disperso in Russia durante la Seconda Guerra Mondiale. Nasce così un disegno tanto ambito in cui Brescia ha ricoperto un ruolo chiave: suo il progetto del ponte ad opera dell’ingegnere e consigliere nazionale Ana Luciano Zanelli; sua la ditta camuna interessata al montaggio e suoi i 30 mila euro raccolti dai 160 gruppi della sezione cittadina (oltre ai 75 mila della benevola donatrice). E dopo cinque anni l’idea si è tramutata finalmente in realtà e venerdì scorso il ponte è stato inaugurato alla presenza di trecento penne nere - 60 erano bresciane -, dei loro vertici nazionali, del presidente del Consiglio comunale Roberto Cammarata, dei rappresentanti politici di Nikolajewka e di buona parte della popolazione. Nell’iniziativa sono state infatti coinvolte le amministrazioni di Brescia e di Birjuc e provincia «Finalmente è stato portato a termine un progetto per noi bresciani davvero importante. I rallentamenti dovuti alle recenti tensioni tra Russia ed Ucraina -Nikolajewka è a soli 50 km dal confine- e per lo sdoganamento del ponte non ci hanno fermati e in soli venti giorni, grazie al lavoro di una ventina di alpini, è stato montato e reso fruibile», ha detto il presidente Ana di Brescia Gianbattista Turrini, di ritorno dalla Russia. Il ponte, interamente in ferro e lungo 20 metri, collegherà un’area periferica al resto della città. Ma la presenza degli alpini bresciani in Russia non si è limitata esclusivamente all’inaugurazione del Ponte dell’Amicizia: giovedì è stato stipulato un patto di fratellanza tra Brescia e la popolazione locale, volto ad ampliare gli scambi culturali tra le due parti e a promuovere i rapporti commerciali e industriali «in una zona depressa ma con obiettivi di crescita». Sabato, invece, hanno preso parte ai festeggiamenti del 25° anniversario dalla costruzione dell’asilo «Sorriso» a Rossosch per mano sempre degli alpini bresciani. Una scuola che ha subìto lavori di manutenzione dagli stessi alpini che hanno costruito il ponte «per renderla di nuovo ineccepibile». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Marta Giansanti
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