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02.01.2018

«Dagli errori passati ora germogli il bene»

Il vescovo monsignor Pierantonio Tremolada durante l’omelia nella tradizionale celebrazione di fine annoAnche quest’anno il rito del «Te Deum» ha richiamato centinaia di fedeli bresciani FOTOLIVE/Filippo Venezia
Il vescovo monsignor Pierantonio Tremolada durante l’omelia nella tradizionale celebrazione di fine annoAnche quest’anno il rito del «Te Deum» ha richiamato centinaia di fedeli bresciani FOTOLIVE/Filippo Venezia

Davide Vitacca «La vita cristiana è già immersa nell’eternità di Dio. Dunque ogni momento del passato, anche il più drammatico e che vorremmo dimenticare, merita di essere ricordato e custodito, perché soltanto la memoria, che rende conto dell’esperienza umana, permette di riflettere sul male prodotto e di evitare che si ripeta, concedendo invece spazio al riscatto che nasce dalla speranza». Dalla Basilica di Santa Maria delle Grazie il vescovo Pierantonio Tremolada si è rivolto all’assemblea invitandola a fare tesoro «degli errori e delle debolezze che hanno contraddistinto l’anno appena trascorso» e a far «germogliare il bene - sotto forma di solidarietà, difesa dei più deboli, rifiuto della violenza e perdono consapevole - attingendo alle ceneri del dolore». Tra gli stucchi dorati del tempio barocco, accolto da oltre 400 fedeli radunati in preghiera e dalle autorità civili e militari cittadine, monsignor Tremolada ha presieduto domenica la solenne celebrazione liturgica del Te Deum, il tradizionale ringraziamento che rappresenta la massima espressione di gratitudine nei confronti dell’operato della Provvidenza da parte della comunità ecclesiastica e dei credenti che si riconoscono come unico popolo in cammino. LA SANTA MESSA, incentrata sull’esortazione latina «Te Deum laudamus: te Dominum confitemur» (Ti lodiamo, o Dio, e in te confidiamo), ha dato risalto all’appello «a crescere nella coltivazione della sapienza del cuore e della pace della coscienza», unica strada da intraprendere per dare senso alle pieghe della sofferenza e per riconoscere «il volto misericordioso di Dio anche laddove si verificano eventi tragici che potrebbero scoraggiare e far prevalere lo sconforto», ha precisato il vescovo. E se la domanda sorge spontanea - perché ringraziare se ciò che accaduto non è piacevole? -, la risposta invita a interrogarsi e a mettersi in discussione. «Il ricordo delle cose brutte può trasformarsi in consolazione costruttiva - ha ricordato monsignor Tremolada - perché dove abbonda il peccato sovrabbonda sempre la grazia». Guai però a confondere la legittima volontà di riscatto con il desiderio di vendetta contro chi si ritiene a torto o a ragione responsabile della propria condizione. «IL MALE fine a se stesso non serve, bisogna però recuperare il dolore del male subito e trasformarlo in forza da spendere al servizio degli altri», ha ribadito il vescovo di Brescia nel corso della sua omelia. Il messaggio emerso dalla lettura del Vangelo di Luca, che attribuisce ai pastori in visita alla mangiatoia di Betlemme la funzione di umili testimoni della gloria di Dio, ha costituito il terreno di riflessione dal quale partire per leggere i segni in grado di infondere fiducia nell’anno appena iniziato. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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