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04.11.2017

Del Bono, piano «green» per la nuova sfida

Emilio Del Bono alla Ori Martin che trasforma in energia elettrica e calore i fumi di produzione dell’acciaioLa zona a traffico limitato potrebbe diventare più stringente FOTOLIVEIl termovalorizzatore
Emilio Del Bono alla Ori Martin che trasforma in energia elettrica e calore i fumi di produzione dell’acciaioLa zona a traffico limitato potrebbe diventare più stringente FOTOLIVEIl termovalorizzatore

La Ori Martin fa scuola nei progetti ambientali e energetici della Loggia del prossimo quinquennio. Chiunque governerà la città si scontrerà con i problemi ambientali, volente o nolente. Non sappiamo ancora chi sfiderà l’attuale sindaco e men che meno quale potrà essere l’esito delle urne, ma sappiamo che Emilio Del Bono costruirà il suo programma per il quinquennio attorno a precise linee guida ambientali. Non ha intenzione di fare scivolare questi temi in secondo piano (Brescia al di là dei miglioramenti anche fotografati dalla recente classifica del Sole 24 Ore, resta una città con fortissime criticità legate all’inquinamento), ma di tenerli saldamente al centro di una strategia che coinvolga soggetti pubblici e privati, partecipate e realtà della società civile.

ENERGIA E ACCIAIO. Ed è in questa strategia che la Ori Martin fa scuola. L’idea sull’agenda del sindaco è che tutte le cinque acciaierie che insistono sul territorio comunale e della periferia facciano quello che ha fatto la Ori Martin con il proprio potenziale energetico. Lo mettano cioè a disposizione delle famiglie bresciane sotto forma di elettricità e riscaldamento. Cedendo energia ad A2A. Con le acciaierie nella rete del teleriscaldamento nei mesi invernali (e dell’energia elettrica in quelli estivi), l’obiettivo di chiudere la terza linea del termovalorizzatore e ridurre l’apporto dei rifiuti nella cogenerazione diventerebbe più concreto e praticabile di quanto non dica la semplice petizione di principio: «Chiuderemo la terza linea».

Lo spegnimento della terza linea era annunciato come obiettivo già nello scorso programma dell’attuale sindaco, ma benché la Loggia abbia in ragione del patto di sindacato con Milano il controllo della società e rappresentanti al suo interno interessi pubblici, non è ancora stato portato a termine. Attraverso il meccanismo dell’allaccio delle fabbriche al sistema del teleriscaldamento, il centrosinistra conta di avvicinare il traguardo. E per questo metterà il progetto tra i punti qualificanti del programma elettorale delboniano per il prossimo quinquennio amministrativo.

C’è naturalmente da valutare il fattore dei costi: Ori Martin pur con un cofinanziamento dell’Unione europea ha investito circa 12 milioni di euro per gli impianti che convogliano i fumi della produzione dell’acciaio trasformandoli in energia termica e elettrica. Evitando dannose dispersioni nell’ambiente e scaldando le case di 12mila famiglie bresciane. Le quali potrebbero diventare molte di più se investimenti e programmi analoghi fossero sviluppati negli altri stabilimenti cittadini.

Se la partita delle bonifiche nel Sin Caffaro resta sul fronte ambientale la maggiore e la più difficile da vincere - un’impresa gigantesca, investimenti di oltre sessanta milioni tra comunali e ministeriali -, sono anche altre le leve da toccare per dare a Brescia un’impronta più «green». Quella del coinvolgimento delle acciaierie cittadine parzialmente collegato al taglio della terza linea del termovalorizzatore è una, ma l’agenda ambientale del «Del Bono-bis» ne prevede altre. Come, ad esempio, il rafforzamento, tra le fonti energetiche, del ruolo del termico solare, una tecnologia che A2A ha già affiancato ad altre fonti, ad esempio nella centrale di Varese. La utility quotata in Borsa, tra l’altro, attraverso la controllata creata «ad hoc», A2A Rinnovabili, ha acquisito recentemente impianti fotovoltaici nelle Marche e in altre regioni italiane.

MOBILITÀ E ZTL. Un posto di rilievo nell’agenda ambientale del prossimo mandato lo riveste la partita trasportistica, il cui disegno complessivo è stato fissato nel Pums, il Piano urbano della mobilità sostenibile, recentemente ultimato dagli uffici comunali e passato dalla commissione comunale competente. Nel Pums tra le altre cose c’è la previsione del tram, il mezzo su cui la Brescia del prossimo quinquennio scommette per ampliare l’offerta del trasporto pubblico, portare più bresciani a lasciare l’auto a casa e fa lievitare i numeri dei passeggeri da oltre quota 50 milioni all’anno a superare i 60 milioni.

Il tram, immaginato come complementare alla metropolitana, è oggetto di serrato dibattito in Loggia come nelle partecipate, ma è la prima opzione, almeno per il sindaco uscente. E in una prospettiva temporalmente più lunga, potrebbe favorire anche una più decisa politica di chiusura del centro storico o di ampliamento della Zona a traffico limitato. In uno scenario prossimo e forse non poi troppo venturo, il centro storico di Brescia potrebbe pertanto diventare off limits alle automobili di chi non sia residente, a meno che non si disponga di un veicolo con un motore ibrido o elettrico.

Eugenio Barboglio
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