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10.08.2012

Del Bono: «Prandini mi boccia? No comment, che notizia è?»

Del Bono davanti al parcometro
Del Bono davanti al parcometro

Gianni Prandini lo ha ammesso senza troppi fronzoli: alla Loggia, in vista delle Ammnistrative 2013, promuoverebbe ancora Adriano Paroli, bocciando invece Emilio Del Bono. Tanto è bastato ieri mattina per innescare sulle bacheche di Facebook e in città la miccia delle polemiche. NEL CENTRODESTRA, in verità, l'intervista a Bresciaoggi dell'ex ministro Dc non sembra aver scosso esageratamente gli animi. Nel Pd, invece, l'intervento di Prandini non è stato digerito. Lo stesso Emilio Del Bono, ultimo segretario della Dc bresciana prima che venisse sciolta, non è andato troppo per il sottile. «Un Giornale locale - ha scritto su Facebook, senza citare il nostro quotidiano, mentre due giorni prima aveva pubblicato il pdf della sua intervista sull'o- perato di Paroli - chiede a Giovanni Prandini (proprio quel Prandini) di dare un giudizio su Paroli che ha nominato sua figlia presidente di Brescia Sintesi. Lui promuove Paroli e boccia l'opposizione. Ma che notizia è? Siamo davvero oltre... ogni immaginazione». E giù una decina di «mi piace» e commenti anche poco ortodossi. Tanto che l'assessore ai Lavori pubblici del Pdl, Mario Labolani, a un centro punto del pomeriggio si è preso la briga di inserirsi nella discussione apertasi sul web per chiedere le scuse di Del Bono. «Forse - ha scritto Labolani - qualcuno dovrebbe ricordare lo scontro fraticida in quegli anni nella Dc, dove anche il signor Del Bono era partecipe, non per nulla ha fatto l'onorevole. Ricordarsi che la sinistra democristiana ha controllato per decenni la nostra città e i risultati si vedono ancora adesso». Poi, rivolgendosi direttamente al capogruppo del Pd: «Emilio, Giovanna Prandini è una brava e capace amministratrice non per il cognome ma per le sue capacità. Dovresti scusarti». IMMEDIATA la replica del candidato sindaco in pectore del Pd: «Non mi scuso affatto - ha rilanciato Del Bono -, sono orgoglioso di essere stato con Mino Martinazzoli e non con Prandini in quegli anni, ci mancherebbe. Avevo qualche idea chiara anche da giovane ragazzo, anche se non ho fatto alcuno scontro fratricida per ragioni anagrafiche... Per quel che riguarda la figlia di Prandini, che peraltro non conosco, è stata ovviamente nominata presidente di Sintesi (società di Brescia Mobilità) non pechè esperta di parcheggi e soste, ma perchè figlia del Ministro ma questa è una ovvietà». Intule chiedere a Del Bono di replicare ufficialmente a Prandini con un'intervista sul «Giornale locale». In maniera garbata ha glissato, lasciando campo a un altro «ex», Aldo Rebecchi, già parlamentare per gli antichi Ds. Che, timidamente, ha lanciato il cuore oltre all'ostacolo e ha difeso la candidatura dell'amico Emilio. «L'ex ministro è stato scontato e pressapochista - ha detto Rebecchi -. Un padre non può rinnegare un figlio. E Prandini, che ha sostenuto il sindaco nell'ultima tornata, è come fosse il padre politico di Paroli. Ciò non toglie che il giudizio sul sindaco non è del tutto positivo: dice che è stato lento, ma alla fine ha conosciuto la città. Comunque considero sbagliato il giudizio su Del Bono. Si è battuto in opposizione per quattro anni e ha tutto il diritto di essere riconfermato e ricandidato. Ma saranno i bresciani a decidere. Devo pure dire che la figlia di Prandini è una collaboratrice di Paroli, anche questo induce a qualche pregiudizio. Io avrei evitato di intervenire...». Tutti contro. Intanto Gianni Prandini gongola: è comunque riuscito ad riaccendere il dibattito politico in città. giuseppe.spatola@bresciaoggi.it

Giuseppe Spatola
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