CHIUDI
CHIUDI
Seguici
Sezioni
Servizi
Cerca

17.02.2017

«Del Bono riaggreghi il centrosinistra»

Claudio Bragaglio, ex assessore, fa parte della direzione regionale del Pd
Claudio Bragaglio, ex assessore, fa parte della direzione regionale del Pd

Si dichiara contrario a ogni ipotesi di scissione, pur reputandola probabile: «Forse è stato varcato il punto di non ritorno. Se ciò accadesse, avrebbe i connotati di un’au- tentica esplosione, da qui la drammaticità del passaggio». Nel caso, lo scenario che si aprirebbe secondo Claudio Bragaglio, esponente del Partito Democratico della cui direzione regionale è componente, sarebbe «indecifrabile». In ragione di ciò e in vista delle elezioni in città nel 2018, «il mare che si dovrà solcare sarà tempestoso e la rotta controvento, occorre quindi attrezzare il veliero per una navigazione che si annuncia difficile». Come? Affidando a Del Bono «un ruolo politico volto a costruire un’aggregazione, sempre nell’ambito del centrosinistra, nuova rispetto al 2013».

Il Pd vive giorni tormentati...

«Il momento è drammatico e la responsabilità è dell’intero gruppo dirigente nazionale, sinistra interna compresa, del tutto inadeguato di fronte alla delicatissima fase che il Paese attraversa. La scissione comporterebbe un serio rischio di collasso del sistema politico italiano».

Qual è stato l’errore più marchiano di Renzi?

«Durante la vicenda del referendum ha avuto l’opportunità di chiudere un accordo positivo con l’area bersaniana e ottenerne il consenso. Se avesse avvallato la proposta di Chiti e assecondato le modifiche invocate sull’Italicum la sua sconfitta sarebbe stata meno catastrofica e dopo il 4 dicembre avrebbe avuto il partito collocato su un unico fronte. Purtroppo il suo obiettivo era assicurarsi la vittoria ed emarginare la sinistra interna. Il calcolo si è rivelato sbagliato e da lì sono partire le conseguenze, ovvero la sconfitta e l’impossibilità di dare risposte all’altezza della débâcle patita».

Gli appuntamenti elettorali che interesseranno l’anno prossimo la città e la regione è meglio per voi affrontarli tenendo il più possibile a margine le vicende nazionali?

«Un fattore schizofrenico che in questi dieci anni ha logorato la nostra politica merita un ragionamento. Da un lato si è manifestata una vocazione maggioritaria del Pd a livello Paese secondo la logica di un bipartitismo innestato su un sistema elettorale maggioritario. Dall’altro, mi riferisco alle consultazioni locali, il partito ha favorito le aggregazioni e costruito percorsi di coalizione. È accaduto a Brescia nel 2013, è avvenuto a Milano con l’affermazione di Beppe Sala. A chi, come il nostro vice segretario provinciale Vivenzi, sbadiglia sentendone parlare, ricordo amichevolmente che l’Ulivo è ciò che caratterizza la storia del Pd sul territorio. Evocandolo non ci si riferisce ad una formula, ma ad una politica».

Per riuscire a riconquistare il comune capoluogo il Pd bresciano dovrà fare di testa sua?

«La Loggia ha sempre svolto un ruolo insieme amministrativo e politico, e in molti passaggi che hanno segnato la storia bresciana ha anticipato o si è mostrata addirittura in controtendenza rispetto al quadro nazionale».

Lei ha sollecitato la ricandidatura di Del Bono invitando il diretto interessato a rompere gli indugi quanto prima.

«Siamo a un bivio: con la sua ricandidatura possiamo immaginare il sequel dello stesso film proiettato nel 2013 (e non è detto che il finale sia ancora a lieto fine), oppure guardare al 2018 sulla base di uno schieramento di centrosinistra in cui gli attori potrebbero essere altri rispetto a coloro che ne furono protagonisti quattro anni fa. Un tempo potevano essere i partiti ad innescare il processo utile a realizzare un’aggregazione vincente, oggi tocca a Emilio esprimere una leadership politica e istituzionale in grado di avviarlo. È la congiuntura politica nazionale a spingermi a sostenere questa tesi».

Chi potrebbero essere i compagni di viaggio del sindaco?

«La prima scommessa sta nell’impedire il progressivo allontanamento di alcune aree, a cominciare dal mondo ambientalista, e nello scongiurare la dispersione di un mondo civico, compreso realtà che nostre alleate non lo erano. C’è poi un’area da allargare e da consolidare, mi riferisco a quella sinistra che nel 2013 si riconobbe in Marco Fenaroli, oggi portatrice di elementi di novità come il soggetto a cui stanno dando vita Sel e Si. Guardo anche all’affacciarsi della nuova lista di Pisapia. Credo che nel bel mezzo di una buriana nazionale il nostro sindaco abbia la capacità e l’ambizione per segnare nella storia recente di Brescia un punto di sostanziale novità».

Il senatore Corsini potrebbe essere parte di questa aggregazione?

«Una sua eventuale partecipazione non può essere catalogata come spinosa e interpretata come un’insidia. Se Emilio si cimenterà nell’im- presa avrà necessità di personalità forti che lo sorreggano. L’opportunità di essere supportati da esperienze politiche e civiche che intendano misurarsi su formule più avanzate di governo è da cogliere».

Mauro Zappa
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento richiede l’utilizzo di un “cookie di dominio” secondo quanto indicato nella Privacy Policy del sito; l’invio del commento costituisce pertanto consenso informato allo scarico del cookie sul terminale utilizzato.

pagine 1 di 1

Sondaggio

Dopo gli attentati dei terroristi islamici a Parigi, quali misure andrebbero adottate dall'Italia?
ok