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15.03.2019

Delitto Bailo,
sui coltelli non c’è
traccia di sangue

Manuela Bailo: aveva 35 anniI rilievi del Ris nella casa di Ospitaletto dove Manuela Bailo sarebbe stata uccisa
Manuela Bailo: aveva 35 anniI rilievi del Ris nella casa di Ospitaletto dove Manuela Bailo sarebbe stata uccisa

Se davvero Fabrizio Pasini ha sgozzato Manuela Bailo, l’arma con cui ha reciso la gola alla sua ex amante deve essere ancora trovata. Gli esami fatti dai carabinieri del Ris di Parma sui quattro coltelli sequestrati al 48enne dalla Scientifica dell’Arma hanno dato risultato negativo. Il dato arriva dalla relazione conclusiva che il Reparto investigazioni scientifiche ha depositato nei giorni scorsi. Su un coltello a serramanico trovato nell’auto usata da Pasini per trasportare il cadavere di Manuela fino alla cascina di Azzanello (in provincia di Cremona) dove è stato ritrovato in avanzato stato di decomposizione il 20 agosto scorso, tre settimane dopo la scomparsa della 35enne impiegata del Caf Uil di Brescia, sono state isolate due piccole «tracce rossastre». Il confronto con il Dna della vittima ha però dato risultato negativo. Lo stesso è accaduto con le due macchioline individuate sul coltello da cucina con il manico di plastica trovato nell’abitazione della madre di Pasini, la casa di Ospitaletto teatro del delitto avvenuto nella notte tra il 28 e il 29 luglio. Non si tratta del sangue di Manuela. Sugli altri due coltelli, un Survival (ricorda quello utilizzato da Stallone nella saga di Rambo) e uno «etnico» sono state individuate alcune piccole «opacità», ma non così interessanti da prevederne il prelievo e l’analisi. SONO invece della vittima le altre macchie di sangue trovate nella lavanderia dove Pasini dice di avere portato Manuela una volta dopo averla fatta cadere dalle scale con una spinta. Tracce di Dna di Manuela, in alcuni casi mischiato a quello del suo assassino e in altre in presenza di impronte biologiche di «anonimi», sono state trovate anche nell’auto del 48enne. Nei prossimi giorni i Ris dovrebbero depositare i risultati delle analisi fatte sulle impronte digitali isolate nella casa teatro del delitto e sulla Mitsubishi utilizzata da Pasini prima per portare il cadavere nella vasca per i liquami della cascina di Azzanello e poi per trascorrere le vacanze in Sardegna con la famiglia. Una volta ottenuti questi ultimi esiti la Procura, che resta convinta della morte per sgozzamento, potrebbe chiudere le indagini. Anche la difesa di Pasini attende i risultati. Potrà così fare richiesta di incidente probatorio per provare a dimostrare che le ferite sul collo di Manuela Bailo non sono i segni inferti da coltellate. «L’autopsia non ha approfondito la natura di quei tagli - ribadisce il legale di Pasini, l’avvocato Pietro Paolo Pettenadu - Potrebbero essere stati provocati da animali entrati nella fossa in cui è stato ritrovato il corpo. Per la procura un altro elemento che avvalora la tesi dello sgozzamento è lo straccio recuperato “aggrovigliato” tra la testa e il collo della ragazza. Quello straccio non era però messo per tamponare una ferita, ma a mo’ di sudario». •

Paolo Cittadini
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