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14.03.2019

Delitto di Urago
Mella, il badante
in Questura

L’ingresso del condominio di via Ballini dove si è consumato il delitto
L’ingresso del condominio di via Ballini dove si è consumato il delitto

Per ore è stato sentito negli uffici della squadra Mobile che da una decina di giorni indaga sull’omicidio di Diva Borin, la 86enne trovata morta nella sua abitazione di Urago Mella intorno alle 13 di sabato 2 marzo. Salvatore Spina, il badante tuttofare che da qualche tempo seguiva la donna nelle faccende quotidiane, davanti agli inquirenti ha dovuto ricostruire gli spostamenti fatti tra il pomeriggio di venerdì, e l’ora del pranzo di sabato quando entrando nella casa di via Ballini ha trovato su una poltrona il corpo senza vita di Diva Borin.

IL 37ENNE siciliano e dipendente di un supermercato del quartiere teatro dell’omicidio, avrebbe visto l’anziana intorno alle 18 di venerdì al termine del suo turno di lavoro. Poi avrebbe trascorso la serata con la moglie moldava, i due figli e la cognata a Travagliato dove vivono Il giorno dopo intorno alle 12.45 sarebbe stato avvertito da un conoscente della vittima preoccupato perché le tapparelle dell’abitazione della signora erano ancora abbassate. Spina avrebbe contattato una amica della 86enne e insieme sarebbero entrati nell’appartamento trovando su una poltrona il corpo senza vita della donna. Secondo l’autopsia Diva Borin sarebbe stata strozzata, con le mani, e strangolata con un foulard. L’esame ha anche evidenziato la frattura di una vertebra cervicale. Una lesione che indicherebbe un tentativo di soffocamento . Spina una volta entrato in casa aveva cercato di rianimare la donna. Per l’86enne però non c’era più nulla da fare. Il decesso, ha stabilito, l’autopsia, sarebbe avvenuto tra la sera di venerdì e le primissime ore di sabato. In casa non mancava nulla e non c’era alcun segno di effrazione. Tutti elementi che hanno fatto escludere fin da subito l’ipotesi della rapina finita male.

PER GLI INQUIRENTI la pista più credibile sarebbe quella economica e proprio dai movimenti bancari della donna (sul conto corrente aveva circa 31mila euro) potrebbero arrivare, o essere già arrivate, alcune risposte agli interrogativi degli investigatori. Nel corso dell’indagine è inoltre emerso che l’86enne nel tempo ha disposto tre diversi testamenti. Nel primo aveva deciso di lasciare tutto alla figlia di suo fratello, mentre nel secondo aveva nominato erede universale il nipote Cristian, il figlio di suo figlio morto nel 1993. Nel testamento più recente l’anziana aveva deciso di lasciare in eredità il 50% del valore della sua abitazione e i due terzi di una polizza vita del valore di 90 mila euro sottoscritta qualche giorno prima della sua morte a Salvatore Spina. L’altro 50% della casa e i restanti 30mila euro della polizza sarebbe invece spettato a Christian.

Paolo Cittadini
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