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02.09.2012

Digitalia, Brescia è pronta «Startup, momento decisivo»

Un momento dello startup weekend dello scorso anno a Brescia
Un momento dello startup weekend dello scorso anno a Brescia

L'agenda digitale si farà. In attesa di vedere nero su bianco le misure di Digitalia, pensate dal governo Monti in materia di incentivi alle nuove iniziative aziendali innovative, anche Brescia si interroga e sembra promuovere - non senza qualche riserva - le idee che il ministro Corrado Passera sta cercando di concretizzare attraverso la task force al lavoro in questi mesi. IN CITTÀ operano - con diversi modelli di business e a diverso titolo - tre realtà che fanno sostanzialmente da «incubatori» di nuove iniziative aziendali. Sono il Talent Garden di Davide Dattoli, che parte dall'idea del coworking per creare sinergie operative e ospitare nuove idee, Officina Strategia, che opera nel mondo della consulenza aziendale e fa riferimento a Marco Gafforini per quanto riguarda le nuove idee imprenditoriali, e Servizi internet, guidata da Raimondo Bruschi, che ha già all'attivo grazie ad una esperienza più che decennale una decina di brand attivi su internet e già in grado di creare lavoro e reddito nel tempo. Intorno a loro si muove il web bresciano e non solo. Sabato saranno sintonizzati certamente con San Stino di Livenza dove H-Farm, una delle realtà più vicine alla task force di Passera, presenterà ufficialmente alle 17.30 in piazza Goldoni quelli che saranno i contenuti del decreto. Proprio i passi operativi sono l'aspetto che più interessa a Dattoli. «L'agenda è ferma, si sta muovendo Passera, ma aspetto l'operatività per dare giudizi» spiega, pur anticipando un giudizio complessivamente positivo: «Mi piace il fatto che ci sia un impegno a costo zero che tuttavia può generare valore, questo almeno da quanto è emerso fin qui». ALCUNI PASSAGGI SPECIFICI convincono particolarmente Gafforini - alle prese in questi giorni con una nuova iniziativa nel mondo del wedding, dopo essersi interessato di organizzazione familiare e audioguide turistiche - in particolare: «Le misure relative ai contratti di lavoro, alla possibilità di usare equity per pagare chi collabora con la startup ed alle agevolazioni fiscali per chi investe. L'importante poi sarà che l'applicazione di queste novità non sia appesantita da incombenze burocratiche tali da far desistere lo startupper, che dovrebbe concentrare i suoi sforzi nella creazione di un qualcosa di nuovo e rivoluzionario piuttosto che su pratiche burocratiche». Ovviamente anche Gafforini lascia il giudizio sospeso fino alla parte esecutiva, anche se chiama tutti a raccolta evidenziando: « Ciò che manca e non può essere fatto per decreto è la creazione di quell'ecosistema virtuoso che riunisce startupper, università (non quelle imbalsamate che abbiamo, ma centri di ricerca in cui i professori sono i primi fautori dell'innovazione e favoriscono i contatti col mondo esterno) e investitori». PARTE INVECE da un dato che non lo convince Bruschi, secondo cui: «La possibilità di aprire srl con un euro è una illusione, perchè si trascura il fatto che il capitale in una impresa è sempre assai importante». Per lui il valore è soprattutto in altri passaggi: «Mi interessano ad esempio le esenzioni Irap che rappresentano incentivi concreti e misurabili, ma per il resto non si può dire che ci siano passaggi negativi: il problema sarà quello di valutare le applicazioni». In tema di posta certificata (il governo pensa ad un domicilio digitale obbligatorio per tutti i cittadini) ad esempio la sua società ha un sito attivo da tempo (guidapec.it) che spiega come creare e usare la posta certificata. E lui stesso aveva contribuito all'elaborazione suggerendo una sorta di tutoring: aziende tradizionali sgravate di costi fiscali in cambio di ospitalità a nuovi creativi con una idea da realizzare. «Sarebbe un beneficio per tutti - conclude Bruschi - capace anche di fermare il problema giovanile della fuga di cervelli, mantenendo i migliori per rinnovare l'impresa italiana».

Giovanni Armanini
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