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07.03.2018

Dimissioni a cascata e Lancini va a Bruxelles

Matteo Salvini e Danilo Oscar Lancini dopo l’arresto del 2013
Matteo Salvini e Danilo Oscar Lancini dopo l’arresto del 2013

Le politiche e le regionali regalano un europarlamentare alla provincia di Brescia. Mentre si compone a fatica il quadro degli eletti che andranno a Roma a sostenere il centrodestra, a Bruxelles l’effetto domino delle dimissioni forzate porterà sugli scranni dell’europarlamento Danilo Oscar Lancini, già sindaco di Adro balzato agli onori della cronaca prima per gli adesivi a forma di Sole delle Alpi stampigliati sui muri della nuova scuola d’infanzia e quindi per un arresto scattato nel 2013 e la condanna a tre anni arrivata a gennaio del 2017. Lancini verrà eletto dopo una serie di dimissioni a catena che iniziano da quelle di Matteo Salvini. Il primo dei non eletti è Francesco Bruzzone di Genova che però è stato eletto in Senato e quindi non andrà a Bruxelles. A lui dovrebbe subentrare Massimo Sertori di Sondrio che nel frattempo è stato eletto in Regione. Il terzo dimissionario sarà Dario Galli da Tradate che è stato eletto alla Camera come Daniele Belotti di Bergamo. Alla fine di questa lunga serie di passi indietro Danilo Oscar Lancini farà un balzo verso l’Europarlameto. L’ex sindaco di Adro, professione imprenditore, fu arrestato nel 2013 dopo essere diventato mediaticamente famoso nel 2010 per aver negato la mensa ai bambini morosi della scuola elementare del paese «Gianfranco Miglio» e per la vicenda dei simboli leghisti, il Sole delle Alpi, disseminati per l’intero edificio scolastico per cui fu anche condannato dalla Corte dei Conti al pagamento di circa 10.600 euro con suoi sei assessori. NEL GENNAIO del 2017 è stato condannato a tre anni nell'ambito dell'inchiesta che nel 2013 lo aveva portato agli arresti domiciliari per la realizzazione dell'area feste a Adro con la contestazione di aver manipolato gli appalti. L'ex primo cittadino era accusato a vario titolo di truffa e turbata libertà degli incanti. Con lui era finita sotto inchiesta l’intera giunta: 21 gli imputati e dodici le assoluzioni. Oltre ad Oscar Lancini, oggi vicesindaco di Adro, è stato condannato dal tribunale di Brescia anche l'attuale sindaco del paese Paolo Rosa, un anno, e gli assessori Lorenzo Antonelli (1 anno e sei mesi), Giovanna Frusca (2 anni). L'accusa ha sostenuto la tesi secondo cui vennero pilotati gli appalti per la realizzazione dell'area feste. All’epoca dei fatti Lancini mise avanti le mani: «Questa è una sentenza fatta dagli uomini e gli uomini possono sbagliare. Io so di non aver fatto nulla di male. Ci batteremo e se sarà necessario arriveremo anche in Europa per dimostrare la nostra innocenza». Ed ora Lancini in Europa non arriverà a chiedere giustizia ma per fare il deputato. • Giuseppe.spotola@bresciaoggi.it

Giuseppe Spatola
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