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19.10.2018

«Ecosistema scuola»:
Brescia 11ª
per innovazione

Le scuole di Brescia per un posto sono fuori dalla top ten nazionale su sicurezza e innovazione
Le scuole di Brescia per un posto sono fuori dalla top ten nazionale su sicurezza e innovazione

«Ecosistema Scuola»: Brescia è all’undicesimo posto su 83 Comuni capoluogo di provincia analizzati da Legambiente. Il dossier, alla diciannovesima edizione, tenta di fotografare, oltre alle condizioni di sicurezza e le caratteristiche strutturali degli edifici in cui i bambini vanno a scuola, anche il tasso di innovazione e gli indicatori di qualità sia dell’edificio che dei servizi messi a disposizione dei giovani alunni.

UN RISULTATO non negativo quello bresciano, soprattutto se si considera che nelle prime dieci posizioni c’è solo un capoluogo lombardo, la vicina Bergamo, mentre tutte le altre «cugine» si trovano dal sedicesimo posto in poi. Bergamo, tuttavia, ha collezionato un posizionamento particolarmente brillante (terzo posto) con un indicatore che spicca su tutti: è la città dove in tutti gli edifici è stata fatta la verifica di vulnerabilità sismica. In generale, il rapporto di Legambiente sottolinea come gli edifici scolastici lombardi risultino essere molto datati: il 79,6 per cento è stato costruito prima del 1974, contro il 63,6 per cento del dato medio nazionale, e solo l'1 per cento dopo il 2001. La verifica di vulnerabilità sismica in Lombardia è stata eseguita mediamente solo su un quarto degli edifici (la media nazionale è del 32,9 per cento), e sempre su una struttura su quattro si sono fatte indagini diagnostiche dei solai, con un 4,5 per cento in cui si è dovuti intervenire per la messa in sicurezza. A Lecco, Mantova e Sondrio sono state effettuate le indagini sui solai di tutte le scuole. Guardando i dati positivi, si legge nel dossier che la Lombardia è una delle regioni in cui sono stati stanziati più fondi per la messa in sicurezza e manutenzione straordinaria e ordinaria degli immobili, anche se si è ben lontani da quanto le prime due città classificate (Bolzano e Trento) hanno speso negli ultimi cinque anni in questo capitolo, arrivando a finanziare oltre 175mila euro ad edificio, circa dieci volte la media nazionale.

PURTROPPO, però, non è tanto una questione di soldi finanziati: il problema in Lombardia è che ciò che viene messo a bilancio e non viene speso nella realtà. Nel 2017, a fronte di oltre 35mila euro stanziati in media a edificio per la manutenzione straordinaria, nella nostra regione ne sono stati utilizzati solo 18mila. Negli ultimi 5 anni lo stanziamento medio è stato di oltre 29mila euro, mentre la spesa reale meno di 12mila euro. Soldi che, prima di tutto, andrebbero spesi per la sicurezza: nella nostra regione solo il 53,7 per cento delle scuole ha il certificato di collaudo statico, il 46,5 quello di idoneità statica, il 51 quello di agibilità, il 63,2 quello igienico-sanitario e meno di un terzo è in possesso del certificato prevenzione incendi.

Silvana Salvdaori
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