CHIUDI
CHIUDI
Seguici
Sezioni
Servizi
Cerca

29.09.2017

Ex Bisider
osservata speciale
del Comune

Uno degli inquilini abusivi recuperato con il cestello dai pompieri
Uno degli inquilini abusivi recuperato con il cestello dai pompieri

L’attenzione sull’ex Bisider rimane alta. Il Comune di Brescia è pronto a tutte le soluzioni: «C’era già un’ordinanza del settore Edilizia privata, che imponeva alla proprietà di mettere in sicurezza l’edificio. Verrà reiterata, ma se le nostre richieste non saranno accolte, potremmo pensare anche all’abbattimento della struttura». La voce del sindaco di Brescia, Emilio Del Bono, traccia il possibile futuro della palazzina abbandonata di via Eritrea, oggetto di un degrado che si protrae da anni e che non sembra cessare.

L’incendio di mercoledì sera ha riportato in luce una situazione che era già stata denunciata più volte da Bresciaoggi, anche la scorsa settimana, con sporcizia, degrado e abusivismo che caratterizzavano l’ex stabilimento, oggi di proprietà della Regolo Srl.

Il Comune non ha competenza diretta sullo stabile, ma la «vita» all’interno dell’ ex azienda era ben conosciuta. «Vogliamo reiterare l’ordinanza che impone alla proprietà di chiudere la struttura, con muri e reti che ne impediscano l’accesso, ma siamo pronti ad adottare anche misure più drastiche - annuncia Del Bono -. Se la situazione non si risolverà, potremo pensare all’ipotesi della demolizione dello stabile». La stessa cosa accaduta per l’edificio di via Milano 140 o per altre aree industriali dismesse, dove degrado e residenti abusivi vanno a braccetto.

Valter Muchetti, assessore alla Sicurezza del Comune di Brescia, è più cauto: «Ci siamo sempre confrontati con la proprietà, sono sempre stati disponibili ad accogliere le nostre richieste». La Locale ha effettuato diversi controlli all’interno dell’ex Bisider, ma «l’area è molto vasta e controllare tutto è difficile – ha commentato Muchetti -. Per la prossima settimana è già previsto un sopralluogo, poi valuteremo il da farsi».

Domate le fiamme e sfiorata la tragedia, la sagoma del rudere pericolante e annerito che affaccia su via Eritrea suggerisce ancora una volta riflessioni e domande in merito a una porzione di città totalmente abbandonata al degrado e teatro della disperazione degli ultimi. Spazio invisibile che ospita le afflizioni di chi non ha altro rifugio per la notte che un immobile spoglio, colmo di spazzatura e infestato dai ratti.

L’INCENDIO divampato a ridosso dell’area dell’ex Bisider, per cause ancora al vaglio dei Vigili del fuoco, ha acceso i riflettori sul destino degli occupanti abusivi dell’edificio e spinto la Polizia Locale a transennare il perimetro esterno in prossimità del marciapiede e a chiudere il cancello d’ingresso con un simbolico nastro segnaletico. Il rogo ha divorato parte del tetto (già imbarcato) e annerito le pareti, ma la struttura decadente è ancora in piedi e, con l’approssimarsi dell’inverno, potrebbe apparire comunque più ospitale di una fredda notte all’addiaccio. E non è detto che gli stessi inquilini non sentano il bisogno di addentrarsi tra le stanze fatiscenti perché abbandonati al proprio destino senza un alloggio dignitoso. Da parte sua, la proprietà che fa capo alla holding Draco Spa aveva assicurato, per voce del responsabile commerciale del Gruppo, Davide Schiffer, di aver fatto sempre tutto il possibile per impedire l’accesso (murando le finestre e cambiando più volte i lucchetti dei portoni) e di aver segnalato più volte alle forze dell’ordine e all’amministrazione comunale incursioni non autorizzate.

Manuel Venturi Davide Vitacca
Correlati

Articoli da leggere

Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento richiede l’utilizzo di un “cookie di dominio” secondo quanto indicato nella Privacy Policy del sito; l’invio del commento costituisce pertanto consenso informato allo scarico del cookie sul terminale utilizzato.

pagine 1 di 1