CHIUDI
CHIUDI

14.03.2019

Fai, una
primavera davvero
«monumentale»

La presentazione delle Giornate del Fai di primavera. Aperti 38  beni e palazzi storici
La presentazione delle Giornate del Fai di primavera. Aperti 38 beni e palazzi storici

I luoghi come ricordo dei personaggi che hanno fatto la storia del nostro territorio. Trentotto siti da visitare per conoscere quei grandi, per approfondire le vicende, l’arte, l’architettura, i contesti del patrimonio di casa nostra. Il 23 e 24 marzo tornano le Giornate Fai di Primavera, ventisettesima edizione, presentate ieri in Loggia e in Valcamonica come nel resto d’Italia. I numeri li ha portati Massimo Pianta, vice presidente regionale. Saranno 1.100 i posti aperti nel Paese, 171 in regione, di cui 38 a Brescia. «La Lombardia ha 18 su 122 delegazioni, un esercito di 2mila volontari e 71mila iscritti, il 40 per cento del totale. Di questi 3mila sono bresciani» ha riferito. L’imponente sforzo locale, annunciato dalla leader Federica Martinelli, vedrà all’opera 300 volontari, più 450 studenti delle superiori, apprendisti ciceroni, più alcuni mediatori culturali e persino detenuti in uscita. «Ci avvaliamo anche del lavoro prezioso degli studiosi e della collaborazione, oltre che del nostro Gruppo giovani, di altre associazioni». Il sindaco Emilio Del Bono ha sottolineato l’importanza «di una conoscenza diffusa, popolare». Obiettivo raggiunto se si contano i 53mila visitatori del 2018. «Ma le riscoperte del Fai sono pure di stimolo alle amministrazioni per interventi di tutela e conservazione» ha aggiunto la vice sindaco Laura Castelletti. Con loro al tavolo c’erano ieri due rappresentanti dei sostenitori, Massimo Ziletti, segretario generale della Camera di commercio che spalancherà la sede a cui lavorarono Bruno Fedrigolli e Francesco Berlucchi, e Giovanni Trerotola di Ubi-Fondazione Cab che sta contribuendo al restyling della Vittoria alata.

IN CITTÀ SI potranno vedere palazzo Materossi di corso Matteotti, un tempo Fè d’Ostiani, la biblioteca delle scienze di Carlo Viganò alla Cattolica in via Gabriele Rosa con guide in 16 lingue, palazzo Martinengo Villagana di corso Martiri, ricco di capolavori dell’arte bresciana, la Casa Madre delle Ancelle in via Moretto, con la chiesa in cui sono deposte le spoglie di S.Maria Crocefissa di Rosa, fondatrice della congregazione. In via Martinengo da Barco si passerà dalla Casa delle figlie della Compagnia di Sant’Orsola, rifondata nel 1866 dalle sorelle Girelli secondo la regola di Sant’Angela Merici, all’istituto del Sacro Cuore dell’Ordine di Santa Teresa Verzieri. L’istituto Pastori di viale Bornata e il salone Vanvitelliano con la mostra Millepiume di Daniela Ziletti completano il percorso. Maria Gallarotti, delegata regionale, Maria Luisa Lazzari del Sebino Franciacorta, Stefano Lusiardi del Garda hanno illustrato ai presenti il ricco repertorio in provincia sulle orme dei «forti» per dirla foscolaniamente, san Paolo VI, poi Camillo Golgi, Ugo da Como, Giovanni Treccani, Giuseppe Zanardelli, Luigi Tadini, Giuseppe Tovini. Infine in mezzo a tante suore e sante la salottiera lady Montagu e in mezzo a tanti antichi cavalieri il cavaliere Luigi Lucchini.

Magda Biglia
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1