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10.01.2019

False revisioni ai
camion, Gip:
«Il fatto non sussiste»

L’inchiesta sulle revisioni in Motorizzazione Civile avviata nel  2017
L’inchiesta sulle revisioni in Motorizzazione Civile avviata nel 2017

Il pubblico ministero Ambrogio Cassiani dopo aver indagato otto dipendenti della Motorizzazione Civile di Brescia aveva chiesto il processo. Il giudice, invece, accogliendo la tesi della difesa, ha deciso il «non luogo a procedere perché il fatto non sussiste». Otto lavoratori hanno così tirato un respiro di sollievo ieri, a conclusione dell'udienza preliminare davanti alla giudice Giulia Costantino. In attesa di leggere le motivazioni, l'avvocato difensore Marino Colosio non nasconde una certa soddisfazione per come si è conclusa la vicenda che ha coinvolto «funzionari qualificati, dall'esperienza quarantennale, che hanno sopperito alla mancanza di strumentazioni non funzionanti con la loro professionalità». L’INDAGINE aveva preso il via dalla revisione di un’auto per poi arrivare a quelle effettuate sui camion. Revisioni, secondo l'accusa, eseguite senza aprire la buca d’ispezione riservata ai mezzi pesanti e senza alcun controllo dei fumi. In alcuni casi le auto non sarebbero passate per le linee di ispezione, raggiungendo direttamente il punto in cui sarebbe stato dato al proprietario il bollino che attesta l’avvenuta revisione. Oltre trecento le irregolarità riscontrate dalle telecamere installate dagli investigatori per monitorare il modo in cui venivano svolte le revisioni, soprattutto sui mezzi pesanti. Gli otto indagati, inizialmente sottoposti alla misura interdittiva della sospensione dal pubblico ufficio per una durata variabile dai due agli otto mesi, erano poi stati reintegrati dallo stesso gip dopo averli sentiti nell'interrogatorio. Gli stessi avrebbero spiegato le condizioni in cui dovevano lavorare e gli strumenti tecnici a loro disposizione. Strumentazione di cui, secondo quanto emerso, la Motorizzazione Civile di Brescia sarebbe stata carente nel gennaio 2017, quando l’inchiesta ha preso il via. Inoltre, sarebbe emersa anche «l’inesistenza della fossa di ispezione della linea 3 e la inagibilità di quella sulla linea 2». I funzionari della Motorizzazione sarebbero stati quindi costretti a ricorrere all’esperienza non paralizzare il sistema. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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