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08.11.2018

Freccia Rossa:
la direzione
non si presenta

Il presidio dei sindacati e dei lavoratori sotto la Loggia
Il presidio dei sindacati e dei lavoratori sotto la Loggia

L'unica cosa certa, per ora, è la presa di posizione dei sindacati: «Un tavolo di crisi deve partire. Il prima possibile». Tutto il resto si muove su un terreno accidentato e incerto. Il futuro del Freccia Rossa è un gigantesco punto di domanda. I vertici del centro commerciale di viale Italia – che a fine ottobre ha presentato domanda di concordato preventivo in bianco al Tribunale di Milano, per far fronte alla grave situazione debitoria – hanno disertato l'incontro programmato ieri pomeriggio in Loggia con l'amministrazione. Una notizia che la direzione (guidata da Angela Berto) aveva comunicato già martedì al sindaco Emilio Del Bono e agli assessori Valter Muchetti (delegato al Commercio) e Marco Fenaroli (Welfare). Il confronto si è quindi trasformato in un dialogo tra gli stesso Muchetti e Fenaroli e i vertici delle categorie coinvolte: Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil, rappresentate rispettivamente da Giuseppe Leone, Valter Chiocci e Roberto Politano. Con il Freccia Rossa a fare la parte del convitato di pietra, e un gruppo di lavoratori del centro commerciale (400 i dipendenti complessivi) ad aspettare sotto i portici del massimo palazzo cittadino. «L'amministrazione ha ascoltato le nostre richieste e solleciterà i vertici del centro. Siamo d'accordo che ci riaggiorneremo la prossima settimana – spiegano i sindacati –. Dopo un anno di richieste di confronto puntualmente respinte dalla direzione, apprendiamo solo ora della domanda di concordato a fronte di una grave situazione debitoria». Il «rosso», nell'esercizio 2017, superava i 27 milioni di euro. «La manifestata ostilità a un confronto e il continuo e irresponsabile silenzio del gruppo espone lavoratori e lavoratrici a un rischio concreto della perdita di lavoro – aggiungono Filcams, Fisascat e Uiltucs –. Oggi il centro conta 45 negozi, 18 attività di ristorazione e un supermercato, l'Italmark. Quest'ultimo segna buoni risultati, e una chiusura sarebbe un colpo importante». Sin qui il versante ufficiale. Quello ufficioso, invece, è anche più problematico. La sensazione che trapela è quella di una direzione che, a livello locale, può fare ben poco se non occuparsi dell'ordinaria amministrazione.

L'ASSETTO societario è decisamente più complesso e dilatato: la proprietà rimanda alla Freccia Rossa Shopping Center srl, il cui socio principale è la portoghese Sonae Sierra, che detiene la metà delle quote ed è impegnata in 14 Paesi al mondo. Il resto se lo dividono Baigre srl, con sede in Lussemburgo (40%) e la bresciana Coimpredil spa di Giampaolo e Franco Pisa, attualmente in liquidazione. Negli ultimi giorni sono circolate voci su un possibile rilancio attraverso nuovi investimenti. Ma in che termini? Per ora il piano non è noto. Intanto i lavoratori presenti sotto la Loggia sottolineano la loro preoccupazione. Il negozio con l'organizzazione più articolata a livello sindacale è H&M, che conta anche un delegato vero e proprio. Ma il colosso svedese, come i vicini spagnoli di Zara è sul piede di partenza nel 2019. Troppo alti i canoni di affitto, rimasti immutati nel corso degli anni, nonostante le continue richieste dei commercianti. Non resta che attendere gli sviluppi, per capire come finirà la storia del Freccia Rossa: 30mila metri quadrati nel comparto Milano che hanno preso vita 10 anni fa. Ora rischiano di aprire una voragine in città.

Jacopo Manessi
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