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17.07.2017

Fugge all’alt
a 200 all’ora:
condannato

Un posto di blocco della Locale
Un posto di blocco della Locale

La folle corsa con l’automobile tra Carpenedolo e Castel Goffredo (Mn) è costata cara a un cittadino del paese mantovano. Lo testimonia il fatto che, nella mattinata di venerdì scorso, è giunta la condanna, a un anno con la condizionale, per il quarantenne al volante di una Audi A3.

IL VERDETTO del giudice di primo grado segna una tappa nel procedimento innescato dall’azione dell'automobilista che, in base alla ricostruzione, si è reso protagonista di un gesto decisamente pericoloso: sì perchè l'uomo, ormai quattro anni fa, non si era fermato al posto di blocco di una pattuglia della Polizia locale di Carpenedolo. Il 40enne non ha accostato dopo che gli era stato intimato l’Alt dei vigili, impegnati sulla strada provinciale 343, ed è fuggito. A quel punto l’automobilista è stato inseguito dalle forze dell’ordine e, per provare a seminarli, come se si trovasse in una serie tv americana, ha schiacciato il piede sull’acceleratore.

La fuga è durata oltre dieci chilometri, una guida spericolata a 200 chilometri orari con il rischio di travolgere passanti o di concludersi nei canali che costeggiano le strade al confine tra la provincia bresciana e quella mantovana. In sostanza la fuga dell'incensurato poteva concludersi nel peggiore dei modi, ma per fortuna è stata interrotta quando la polizia locale di Carpenedolo è riuscita a fermare il 40enne e la una Audi A3 all’altezza del supermercato Italmark di Castel Goffredo nel mantovano.

A QUESTO punto il conducente è stato costretto a scendere dalla vettura, quindi è stato sottoposto a tutti i controlli del caso. Dalle verifiche è emerso che non era sotto effetto di sostanze stupefacenti e non aveva neanche alzato il gomito. «Mi sono fatto prendere dal panico, quando ho visto il posto di blocco», sarebbe stata la giustificazione del 40enne. Sta di fatto che la sua fuga, con i pericoli connessi sulle strade percorse a folle velocità, gli è costata cara: dopo la sentenza di primo grado ora dovrà attendere i prossimi gradi di giudizio per conoscere l’esito definitivo della vicenda. V.MOR.

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