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19.01.2019

«Fuori le voci», Brescia si prepara al Pride 2019

La presentazione del nuovo Comitato per il Brescia Pride 2019
La presentazione del nuovo Comitato per il Brescia Pride 2019

«Fuori la voce per ognuno di voi, di noi, per ogni centimetro di diritti conquistati, per chi ancora una voce non ce l’ha e nel tuo urlo trova se stesso, per le mille voci che si alzano attorno alla tua»: queste parole d’ordine hanno connotato l’apertura formale del Brescia Pride 2019, avvenuta ieri con un’assemblea pubblica e la presentazione del nuovo Comitato Brescia Pride che coordinerà tutto il percorso. Un cammino che durerà mesi, articolandosi in una serie di iniziative già organizzate e altre da promuovere su stimolo di gruppi, associazioni, singoli che hanno a cuore i diritti di tutti e non esclusivamente in ambito delle diversità di orientamento affettivo e sessuale. LE PROPOSTE che arriveranno saranno sostenute dal Comitato, che è l’unione dei gruppi: «Caramelle in piedi», «Donne di cuori», «Chiesa Pastafariana», «Equanime» e di singoli cittadini che hanno aderito individualmente. Una composizione quindi diversa da quella del 2017: questo tuttavia, ha precisato Bruna Ramus, portavoce del nuovo Comitato «non significa che le altre associazioni Lgbti bresciane non ci saranno: esponenti di Pianeta Viola, Famiglie Arcobaleno, Agedo, Arcigay si impegneranno pur non rientrando, come associazioni, nel Comitato, che conta molto sul coinvolgimento della città». Nel 2017 infatti, in maniera sorprendente, erano state tante e molto diverse le realtà che avevano apportato il proprio contributo, da quelle che lavorano con e per i migranti, a quelle impegnate nella cooperazione, dai sindacati a personalità del mondo dello spettacolo e della cultura, dai locali serali al mondo religioso come la chiesa Valdese, il gruppo di omosessuali cattolici «Mosaico», «Noi siamo chiesa», i Missionari saveriani (grande successo fu proprio l’incontro organizzato per il 15 giugno 2017 promosso dai padri saveriani e dalle riviste MissioneOggi e Nigrizia, con ospite d’onore Kasha Nabgesera l’attivista ugandese nota in tutto il mondo). L’obiettivo è che tale risposta entusiasta si ripeta: «siamo tornati perché la città ce lo ha chiesto – ha precisato Davide Dado Mutti, del Comitato – dopo che lo scorso anno abbiamo dato il nostro sostegno al Bergamo pride e a Brescia abbiamo lavorato in altri settori e con altri gruppi promotori». Tra questi il Coordinamento formazione scuole (Cfs), che, ha ricordato Sonia Pagarini del Comitato ma anche del Cfs, «ha proposto un corso di formazione al quale ha partecipato una quarantina di docenti delle scuole superiori con il patrocinio di Comune, Provincia e Ufficio scolastico territoriale». Nel 2018 quindi la fiumana rainbow a Brescia è stata molto presente, pur non sfociando in un corteo finale, come invece accadrà quest’anno: il 15 giugno infatti è in programma la manifestazione per le vie cittadine che però non sarà l’evento centrale bensì l’apice di un percorso in cui protagonista è la città: «Nel 2017 il motto era: unire la città e quell’obiettivo è stato pienamente raggiunto – ha aggiunto Claudia Lauriano del Comitato- adesso chiediamo di tirare fuori la voce, ognuno con le proprie modalità». LE ADESIONI si raccolgono sul sito www.bresciapride.it dove si trova anche il manifesto politico e al quale il Comitato invita a far sempre riferimento per stare aggiornati: sarà in costante aggiornamento grazie alle proposte che arriveranno. La prossima iniziativa sarà domenica 27 gennaio al caffè letterario Primo Piano di via Beccaria 10 (sede del Comitato) in occasione della Giornata della memoria, dalle 19 serata «per non dimenticare», con aperitivo e proiezione del docu-film «Paragraph 175». •

Irene Panighetti
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