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13.09.2018

Guarneri: «Paritarie Serve più sostegno»

Bonelli con monsignor Tremolada
Bonelli con monsignor Tremolada

Il sistema scuola italiano è pubblico, fatto da statali e paritarie. È il concetto su cui si è insistito - con pur lievi accenni polemici sulla diversità delle contribuzioni da Roma- ieri mattina nell'aula magna della Cattolica dove gli studenti dell'Arici hanno accolto per una seconda inaugurazione il provveditore Giuseppe Bonelli, assieme al rettore Davide Guarneri, alla preside Maria Rosa Raimondi, al prorettore del Sacro Cuore Mario Taccolini che ha tracciato la storia dell'istituzione di via Trieste e descritto «la continuità della sua presenza culturale in città». OSPITE D'ONORE il vescovo monsignor Pierantonio Tremolada, il quale ha posto l'accento sul valore educativo della scuola, sul suo «insegnare a saper vivere». «È una scuola di eccellenza, come lo è l'Arici, quella che viene ricordata per sempre, luogo decisivo per la vita, che forma belle persone e non persone belle» ha detto ai ragazzi delle medie e del liceo classico. Sia Guarneri che il vescovo stesso hanno calcato sul ruolo delle paritarie, che sono in stragrande maggioranza cattoliche nella provincia, sulla portata dell'impegno per i valori, il bello, il bene. Criticità sono per il rettore «l'insufficiente sostegno statale e il sistema delle nomine, sempre in ritardo, che porta via gli insegnanti alle paritarie ad anno iniziato». Sul tema non si è tirato indietro il dirigente statale. «Siamo alla terza fase- ha spiegato- dopo le iniziali strade parallele delle due istituzioni, è arrivata l'equiparazione, non senza polemiche, e le paritarie da private sono divenute un pezzo del sistema nazionale dell'istruzione. Sono una minoranza, il 10 per cento nel Paese, ma una minoranza che può farsi sentire come modello di innovazione, come avanguardia pedagogica, come del resto a Brescia è sempre stato». Le paritarie sono a Brescia 366, con 29343 iscritti. Sul rapporto fra pubblico e privato si è soffermata, nella conferenza stampa a Milano, pure Delia Campanelli, dirigente dell'Ufficio scolastico regionale. «Uno degli elementi di forza del sistema lombardo è un’alleanza stabile tra soggetti pubblici e privati».

MA.BI.
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