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12.07.2018

I richiedenti asilo
imparano il lavoro
agricolo

La presentazione del progetto «Farm Training» con i portavoce delle molte realtà coinvolteTre aziende agrarie dell’hinterland diventeranno un «laboratorio esperienziale» dove i corsisti impareranno il mestiere
La presentazione del progetto «Farm Training» con i portavoce delle molte realtà coinvolteTre aziende agrarie dell’hinterland diventeranno un «laboratorio esperienziale» dove i corsisti impareranno il mestiere

Riempire un tempo sospeso, il tempo dei migranti che arrivano a Brescia per chiedere asilo, un iter burocratico lungo e tortuoso che fra speranze e frustrazioni può durare anche tre anni. Riempirlo imparando un lavoro, per arricchire il proprio bagaglio di conoscenza e crescere come persone. E’ questo il senso del progetto «Farm Training», promosso dal Centro Migranti della Diocesi in rete con l’Asilo Notturno San Riccardo Pampuri Fatebenefratelli Onlus, A.F.G.P. Centro Bonsignori, Caritas e Congrega. L’universo preso in considerazione è quello agricolo, che in provincia rappresenta un ambito produttivo ancora in grado di assorbire manodopera (e che resta un settore di riferimento anche nei Paesi d’origine dei migranti).

TRE AZIENDE agrarie dell’hinterland diventeranno un «laboratorio esperienziale» per i corsisti, dove imparare i fondamentali di allevamento, coltivazioni, meccanica agraria e manutenzioni con una formazione sul campo, abbinata a una formazione teorica nelle aule del Pampuri, dove si approfondirà anche la lingua italiana e l’educazione civica. A completare il monte di mille ore ci saranno stage in realtà agricole della provincia, prima della valutazione finale delle competenze acquisite. Le lezioni inizieranno il prossimo settembre per i primi 24 allievi e si concluderanno a giugno. Il corso verrà proposto per tre annualità, e formerà complessivamente 72 giovani richiedenti asilo politico. «Per chi potrà restare in Italia una qualifica professionale aiuterà l’inserimento nel mercato del lavoro, per chi dovrà rientrare nel proprio Paese questo bagaglio di conoscenze non li farà tornare da sconfitti, perché l’esperienza migratoria, nella sofferenza e nelle difficoltà, avrà lasciato qualcosa», spiega padre Domenico Colossi, presidente del Centro Migranti. Una possibilità di riscatto attraverso il sapere, sostenuta dalla Cei che sovvenziona «Farm Training» con 120 mila euro spalmati sui 3 anni, nell’ambito della campagna «Liberi di partire, liberi di restare». I fondi serviranno a coprire il costo degli insegnanti, mentre le spese tecniche saranno sostenute dalla rete di realtà locali coinvolte nel progetto. In provincia sono oltre 3 mila i richiedenti asilo per motivi umanitari, cui si aggiungono i minori non accompagnati che raggiunta la maggiore età rischiano di venire estromessi, e i giovani con permesso di soggiorno privi di lavoro. Gli immigrati regolari sono oltre 158 mila (il 12,6 per cento), 1.700 i nuovi arrivi negli ultimi anni. «Dei migranti che accompagniamo il 25 per cento riesce ad ottenere la licenza media, il 92 per cento partecipa a corsi professionalizzanti – dice il vicedirettore della Caritas, Marco Danesi, affiancato da Agostino Mantovani per la Congrega, Francesca Montiglio per il Pampuri, padre Benedetto Picca, superiore dell’istituto Bonsignori, e Alberto Scandolara, direttore del centro di formazione -. Ma la prima vera integrazione dobbiamo farla noi, trovando sinergie fra realtà e associazioni che si dedicano alla causa». Anche il Comune di Brescia, per voce dell’assessore alle politiche per la persona, Marco Fenaroli, ha dato la disponibilità a sostenere il progetto. «Con l’ultima circolare del ministero dell’Interno si stringono le maglie per l’acquisizione del permesso di soggiorno in caso venga negato il diritto d’asilo – ricorda l’assessore -, e anche per chi ottiene il riconoscimento, il vero nodo resta l’inserimento sociale: positivo, quindi, dare un segno di attenzione guardando ai mestieri agricoli, sbocco occupazionale possibile perchè molti bresciani non li fanno più». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Lisa Cesco
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