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09.06.2014

Il bresciano Volpi segretario del Senato

Il senatore Raffaele Volpi (Lega)
Il senatore Raffaele Volpi (Lega)

I numeri del suo personale successo sono usciti su due ruote: la prima nelle circoscrizioni europee sotto la linea del Po, la seconda in Senato. Così, nel silenzio che ha sempre contraddistinto il lavoro di Raffaele Volpi, un tempo onorevole e oggi senatore della Lega Nord, l'ultimo successo è arrivato il 4 giugno quando «l'uomo vicinissimo a Matteo Salvini» ha ottenuto 186 voti su 255 (il 72 per cento) ed è stato eletto dall'assemblea di Palazzo Madama «senatore segretario». Una carica che prima di lui nessun altro bresciano aveva mai ricoperto, a stretto contatto con l'ufficio di presidenza.
Intanto, da via Bellerio, dopo aver condiviso i suoi numeri con Matteo Salvini e Stefano Borghesi (l'altro bresciano che guarda alla segreteria nazionale della Lega) Volpi ha lanciato la nuova «questione meridionale» in salsa padana: nel Carroccio non si guarda più al Sud come a una zavorra, ma come a una potenziale risorsa.
Bacino inatteso di voti, il Meridione ha contribuito in maniera determinante al ritorno in gran spolvero della Lega. Così ora il consiglio federale, in attesa di convocazione, dovrà fare il punto e decidere quale strada imboccare. Valutando anche la possibilità di dar vita a una confederazione o a gemellaggi che consentano di rappresentare e difendere istanze trasversali da Nord a Sud. Tre su tutte: stop euro, sicurezza, lavoro.
«AL SUD ABBIAMO trovato molte realtà orfane, ovvero deluse dalle forze politiche tradizionalmente radicate sul territorio - spiega Volpi, che è anche vicepresidente dei senatori leghisti e coordinatore del Movimento per il Sud e le isole -. Abbiamo iniziato due mesi e mezzo fa, andando a vedere cosa c'era. E abbiamo scoperto che in quelle aree era grande la delusione: ci si aspettava scelte più coraggiose che invece non hanno ottenuto risposte da forze politiche radicate da sempre». Non solo. «Noi non siamo andati a fare la Lega al Sud - puntualizza Volpi -: piuttosto siamo andati ad ascoltare, siamo andati a incontrare alcune identità che già in passato hanno ampiamente dimostrato di esistere». Nessuna sconfessione della Lega di un tempo, quindi.
«NON ABBIAMO MAI rinnegato la nostra posizione storica - precisa Volpi -: abbiamo semplicemente ampliato l'orizzonte sui temi inclusivi. Noi non rinunciamo affatto alla Lega Nord, ma pensiamo che sensibilità e automonie diverse debbano avere possibilità di espressione». Magari in un contenitore comune che dia voce alle istanze più sentite. «Arrivano centinaia di richieste ogni giorno da tutto il Paese», rivela Volpi. E anche la campagna elettorale di Salvini, che ha battuto per la prima volta anche sud e isole, «è andata benissimo, il che la dice lunga». «A Cagliari e ad Augusta abbiamo riempito le piazze - ricorda Volpi -. A Maletto, in provincia di Catania, abbiamo ottenuto il 32 per cento delle preferenze. Solo a Napoli, dove Salvini è stato contestato duramente all'arrivo in piazza Carlo III, abbiamo avuto un incidente di percorso, ma personalmente lo derubrico a mero tifo calcistico. La Napoli per bene è un'altra cosa...».giuseppe.spatola@bresciaoggi.it

Giuseppe Spatola
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