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30.09.2017

Il cane Jordan in tribunale
per proclamarsi innocente

Luigi Baselli con il cane Jordan a palazzo di giustizia FOTOLIVE
Luigi Baselli con il cane Jordan a palazzo di giustizia FOTOLIVE

Nel dubbio si è proclamato innocente. Con l’apporto del padrone che nella vicenda è l’indagato vero. Jordan è un dobermann di nove anni che ieri è arrivato al palazzo di giustizia verso le 11.30 con l’«amica» Giorgina, una bulldog francese. E Jordan sfoggiava un cartello dal contenuto eloquente, in cui si presentava e si proclamava appunto innocente. Nel piazzale, vicino alla statua di Giuseppe Zanardelli, legittimamente pensoso e che non si trova di fronte alla prima presenza canina da quelle parti, il dobermann è rimasto tranquillo, per tutto il tempo, circa due ore, in cui i proprietari hanno voluto mostrare al popolo del Palagiustizia quanto buono fosse. E non sono mancati coloro che incuriositi hanno chiesto chiarimenti sulla presenza e sulle ragioni della proclamazione d’innocenza. C’è scappata anche qualche foto.

MA SE TUTTO ciò può essere motivo di qualche sorriso, l’intera vicenda giudiziaria e familiare in cui sono coinvolti Luigi Baselli, proprietario di Jordan, e i parenti che con lui vivono in una grande cascina a Quinzano d’Oglio, è a dir poco delicata. Le tensioni, anche molto forti, si trascinano ormai da anni, al punto da toccare anche gli animali presenti. Jordan, secondo i parenti di Baselli coinvolti nella vicenda, avrebbe ucciso un gatto. Tutto, sempre secondo i parenti e il legale che li rappresenta, l’avvocato Virna Pedrali, sarebbe avvenuto senza che Luigi Baselli intervenisse per bloccare il cane. Questo con un atteggiamento che viene ritenuto doloso. In merito il pm Mauro Tenaglia ha chiesto l’archiviazione nei confronti di Baselli, ma i familiari si sono opposti e ieri, davanti al gip Alessandra Sabatucci, si è tenuta l’udienza di opposizione all’archiviazione. Il magistrato si è riservata la decisione.

«Noi - spiega l’avvocato Pedrali - non abbiamo mai avuto nulla contro il cane. È il padrone che non ha avuto una gestione responsabile dell’animale. C’è volontarietà nel non attivarsi, altrimenti non saremmo arrivati a questo punto».

Luigi Baselli è difeso dall’avvocato Alberto Scapaticci, che ieri in aula ha «tuonato»: «Non c’è assolutamente prova in atti dell’atteggiamento doloso del Baselli, che è già stato assolto una volta. Anche se un cane ha ucciso un gatto, come si giudica un Baselli inerte? In questa vicenda non c’è spazio per il dolo, la questione è al massimo amministrativa».

E Baselli aggiunge: «Assurdo prendersela con un cane per motivi familiari». Ora si attende la decisione del giudice Sabatucci. Ed è parso di capire chiaramente che non si tratti solo della morte di un gattino.

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