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13.02.2011

Il «capèl» va in carrozza da San Faustino alla Loggia


 Don Armando Nolli in carrozza discende via San Faustino FOTOLIVE
Don Armando Nolli in carrozza discende via San Faustino FOTOLIVE

Le fiaccole accese, la penombra della sera e il sottofondo musicale hanno reso la cerimonia del «capèl» un momento molto suggestivo. Cittadini e autorità si sono stretti ieri intorno al «simbolo della protezione dei Santi Patroni» che dalla basilica a loro dedicata è giunto «in carrozza» fino a palazzo Loggia. La proposta, dopo più di mezzo secolo, della cerimonia - «Ab omni malo» - nella quale veniva consegnato ai reggenti della città l'emblema della concessa protezione dei Santi Martiri, è stata sobria e coinvolgente.
La lunga tradizione (riportata in auge per volontà della neonata Confraternita dei Santi Faustino e Giovita) che si è ripresentata nelle strade del centro storico ha incantato decine di bresciani che hanno assistito con calore alla celebrazione. Non appena il parroco don Armando Nolli, ha fatto capolino dalle porte della basilica con in mano il cappello prelatizio, una calca di cittadini ha voluto immortalare, con telefonini e macchine fotografiche, un frangente insolito per l'ultimo weekend prima della Fiera patronale. La stessa scena si è poi ripetuta sotto il porticato della Loggia quando il «capèl» è passato dalle mani del parroco a quelle del sindaco Adriano Paroli.
Una volta fuori dalla chiesa, il copricapo - appoggiato sopra un cuscino ricamato - ha attraversato in carrozza le poche centinaia di metri che separano la basilica dalla piazza, e ha concluso il suo viaggio davanti alla Vittoria Alata nell'ufficio del sindaco.
Oltre alle due carrozze che trasportavano una il parroco Nolli e un cherichetto con in grembo il galero e l'altra il presidente della Circoscrizione Centro, Flavio Bonardi, il presidente del Consiglio comunale, Simona Bordonali e il presidente della Camera di Commercio nonchè membro della Confraternita dei Santi Faustino e Giovita, Francesco Bettoni, un lungo corteo di rappresentanze di gruppi della città. Dai volontari della Croce Rossa, della Croce Bianca della Protezione Civile, al gruppo Cisom e dalle autovetture d'epoca del Musical Watch Veteran Car Club fino alla Banda di Bedizzole. E ancora i labari della Confraternita dei Santi Faustino e Giovita e della Cavallerizza Bettoni. Ad accompagnare e vegliare sul prezioso simbolo anche Carabinieri in alta uniforme, agenti di Polizia Locale e militari della Guardia di Finanza.
MA FORSE IL TOCCO magico, quello che ha reso l'atmosfera densa di sentimento, è stata l'esecuzione dell'inno nazionale. La banda cittadina dell'associazione filarmonica Isidoro Capitanio insieme alle voci del coro lirico Giuseppe Verdi, hanno suggellato l'«Ab omni malo» facendolo sentire ancora più vicino ai cittadini. Sotto la Loggia la (quasi) totalità degli assessori presenti ha intonato a squarciagola l'inno di Mameli.
«La principale caratteristica di questo gesto - ha ricordato il sindaco - sta nella consapevolezza di sapere che noi come uomini non ce la possiamo fare senza il sostegno di Dio e l'aiuto dei Santi Patroni». Prima della conclusione della celebrazione don Armando Nolli ha voluto precisare a giunta e cittadini che «in Paradiso non si va in carrozza. I fatti devono seguire le preghiere altrimenti queste rimangono infruttuose».

Silvia Ghilardi
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