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15.03.2019

Il messaggio di Tremolada: «La priorità sono i giovani»

Lo svelamento della targa nella nuova sede della CattolicaCosì potrebbe risultare la struttura al termine dei lavori
Lo svelamento della targa nella nuova sede della CattolicaCosì potrebbe risultare la struttura al termine dei lavori

«La priorità – ha dichiarato il vescovo Pierantonio Tremolada all’inaugurazione dell’anno accademico dell’università Cattolica – sono i giovani». IL MONSIGNORE, ha aperto il Dies academicus con una messa. Poi, una lectio sul tema «Il bello del vivere. L’umanesimo cristiano oggi» e la benedizione del cantiere. Ha sviluppato tre aspetti: il significato del termine santità, il nesso con l’umanesimo cristiano e gli aspetti di più stretta attualità. La santità, ha ricordato Tremolada, non vista come perfezione inarrivabile, e quindi quasi scomoda, elitaria, ma come sinonimo di bellezza: il lato buono dell’umanità. Del resto la nuova sede dell’università Cattolica è legata a questo aspetto: come non ricordare che il secondo lotto del seminario fu inaugurato nel 1959 proprio da san Giovanni Battista Montini, allora cardinale. Tremolada ha poi riflettuto sul significato di umanesimo cristiano inteso come strumento «per dare piena espressione al senso di umanità che è in noi…, rifiutando con fermezza tutto ciò che è disumano: l’odio, la violenza cieca, il cinismo, la volgarità, lo sfruttamento del debole, il disprezzo del povero, la corruzione». L’uomo, ha continuato il vescovo, «non è solo ragione, ma anima e coscienza» e, per essere giusto, «deve tendere non solo alla conoscenza, ma alla sapienza e alla responsabilità». Obiettivo, questo, che in un luogo del sapere come un’università deve essere ben presente perché l’erudizione, da sola, non può generare saggezza. Perché si dia corso a un nuovo umanesimo, inoltre, ogni uomo deve considerarsi non come un individuo, ma come membro di una comunità e, ancor più, di una civiltà. Tremolada ha elencato esempi concreti, azioni che chi è cristiano non può esimersi dal compiere. Al primo posto spicca l’ospitalità, tema molto dibattuto in Italia, intesa dal vescovo come «l’apertura di porti a chi è in costante navigazione», così come la gratuità, l’umiltà e, a chiudere il cerchio in un costante rilancio verso il futuro, la speranza. La lectio si è conclusa con la citazione del documento sulla fratellanza umana per la pace mondiale e la convivenza comune siglato ad Abu Dhabi il 4 febbraio dal grande Imam e da papa Francesco. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

MI.BO.
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