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13.02.2018

Il ministro Fedeli
ai bresciani: «La
Costituzione sia il faro»

«La Costituzione deve essere il nostro faro, è il libretto delle istruzioni della nostra democrazia». Invitata dalla Casa della Memoria a parlare di legalità e cittadinanza, confrontandosi con gli studenti delle scuole superiori, la ministra dell’Istruzione, Valeria Fedeli, ha subito ricordato che il suo Dicastero ha inviato una copia della legge fondamentale a tutti gli iscritti di ogni ordine e grado scolastico del Paese, in occasione dei settant’anni dalla stesura. In allegato una lettera del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e una circolare per i docenti con l’invito a farla studiare. «BASTA LEGGERLA per capire i valori su cui si fonda, basta leggere l’articolo tre, in cui si parla dell’incontro fra culture e si dice che è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli che creano disuguaglianza. Vi si citano le discriminazioni di razza, non a caso dopo le leggi razziali del fascismo, e anche su questo il Miur si è mosso inviando linee guida sullo studio della shoah. Così come altre indicazioni sono state inviate all’inizio dell’anno scolastico per progetti contro la violenza sulle donne, il bullismo e un manifesto è stato stilato sui dieci principi contro le parole di odio» ha detto ai ragazzi che riempivano il salone Vanvitelliano della Loggia. Anche il contratto della scuola, che Fedeli, da ex sindacalista Cgil, si dice soddisfatta di avere firmato dopo ben nove anni di assenza, «parla di comunità educante, perché compito dell’istituzione non è solo l’istruzione ma l’educazione, e l’educazione alla cittadinanza attiva, in un sistema di corresponsabilità fra scuola, famiglia, società. Non si tratta di astrazioni, sono competenze da acquisire». Per questo partiranno gli ispettori per quei licei che si sono presentati, pare, privi di inclusione, degli stranieri, dei meno fortunati, dei disabili. «La scuola italiana è fra le più inclusive. Ci sono posti dove ancora esistono le classi differenziali». IL CLIMA di tensione crescente in Italia, l’essere a Brescia «per ricordare otto cittadini attivi, morti durante una manifestazione antifascista» le fanno sottolineare il «dovere morale di battersi contro la violenza, mai giustificabile, dalla quale non siamo al riparo nemmeno oggi». «In quegli anni non ci furono atti di follia ma una strategia consapevole che aveva ragioni profonde non sradicate tuttora» ha dichiarato Fedeli rammentando la sua presenza a Brescia il 31 maggio 1974 con Luciano Lama il quale indicò come risposta il continuare a battersi per le idee per cui le otto persone erano in piazza. La responsabile del ministero dell’Istruzione ha poi reso omaggio alla stele della strage, ha ripercorso il cammino delle formelle con il nome delle vittime di ogni violenza. Dovranno essere 437, sono per ora 180, altre ne saranno aggiunte il 28 maggio. Costano 500 euro l’una. «Si potrebbero fare protocolli di più ministeri per trovare dei contributi» ha risposto la ministra a una domanda fatta in tal senso dai giornalisti. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Magda Biglia
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