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02.06.2015

«Il ribelle» torna a nuova vita Una raccolta di scritti d'epoca

La storica testata partigiana de «Il ribelle» nata a Brescia
La storica testata partigiana de «Il ribelle» nata a Brescia

Per Agape Nulli Quilleri, l'89enne presidentessa onoraria dell'Associazione «Fiamme Verdi», i ricordi di settant'anni fa sono chiari e limpidi come se fossero esperienza presente, la memoria dell'impegno partigiano e dei suoi valori così vivida che paiono trascorsi solo alcuni giorni dal suo ultimo viaggio da staffetta.
ANCHE SE dalla stagione della Resistenza si sono avvicendate molte stagioni «di libertà», fresca è ancora la giovinezza della sua ribellione, ancora accesa e fervente è la fiamma democratica con cui anche oggi si accosta al suo laico «Vangelo».
Testo sacro dei partigiani cattolici che operavano nell'Italia settentrionale, voce ideale e coscienza politica di quanti avevano scelto, imboccando la via della montagna e della lotta armata, di non sottostare all'occupazione nazifascista, il giornale clandestino «Il ribelle», maturazione giornalistica e tipografica dei ciclostilati di «Brescia Libera», ha evocato senza censure la brutalità di una dittatura ventennale e lanciato con tensione spirituale uno sguardo critico e «costituzionale» sul futuro di un'Italia da ricostruire.
Non certo per ambizioni monumentali o autocelebrative, ma per esaudire il bisogno di riattualizzare e condividere con le nuove generazioni quelle pulsioni ideali, l'Associazione Fiamme Verdi di Brescia, con il patrocino istituzionale di Regione Lombardia, Provincia e Federazione Italiana Volontari per la libertà, ha lavorato alla raccolta e alla ricatalogazione degli scritti dell'epoca e dato alla stampa un volume anastatico che racchiude in un centinaio di pagine tutti i 33 numeri dei due giornali clandestini, usciti con cadenza saltuaria tra il 19 novembre 1943 e il 16 giugno 1945.
L'OPERA, curata dal filologo Roberto Tagliani, è stata presentata e distribuita nella sala Sant'Agostino di Palazzo Broletto alla presenza del presidente della Provincia Pier Luigi Mottinelli, dello storico e collaboratore dell'Archivio Storico della Resistenza bresciana Rolando Anni e del rappresentante delle Fiamme Verdi Gian Antonio Girelli. Ogni foglio, che sotto il titolo della testata avvisa il lettore dell'aleatorietà della sua pubblicazione («esce come e quando può»), contiene descrizioni di rappresaglie fasciste, talvolta accompagnate da fotografie di impiccagioni e fucilazioni, smentisce con sarcasmo la propaganda repubblichina e dà spazio a fatti reali di resistenza accaduti tra la Val Trompia e la Valcamonica.
Stampato per ragioni di sicurezza a Milano e poi a Lecco, «Il ribelle», la cui tiratura raggiunse le 20mila copie e un bacino di diffusione pari all'intero Nord Italia, ha però beneficiato di una schiera di collaboratori e «distributori» bresciani: Claudio Sartori, Enzo Petrini, Laura Bianchini, Pietro Reginelli, Don Peppino Tedeschi e Don Giacomo Vender, penne caratterizzate da uno stile autonomo e da una differente formazione culturale, ma accomunate dalla medesima tensione pedagogica tipica del cattolicesimo sociale.
L'INIZIATIVA promossa dalle Fiamme Verdi ha portato così alla stampa di 5mila volumi, da inviare in omaggio a tutte le amministrazioni comunali, e alle biblioteche delle scuole medie e superiori del bresciano per avvicinare le nuove generazioni e i nuovi italiani ai protagonisti di quel riscatto democratico i cui frutti oggi appaiono forse troppo scontati.
Al centro della riflessione di allora spiccava il contrasto tra adesione al cristianesimo e la scelta di imbracciare il fucile, ed eventualmente sparare, contro il nemico.
La risposta, mutuata dalle parole illuminanti di Laura Bianchini, si trova nella necessità di difendere una vita perseguitata, fosse quella di ebrei, dissidenti politici, combattenti per la libertà: «Bisogna imparare a distinguere tra la violenza dell'aggressore e quella dell'aggredito. Il primo si arroga il diritto della forza, mentre il secondo si serve della forza per difendere il diritto».
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Davide Vitacca
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