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02.10.2017

Il Rinascimento
invade la città
con regina e dame

In sella ad un cavallo nero, tra gli applausi scroscianti di giubilo, il suono dei musici ed il frusciare delle bandiere è stata accolta Caterina Cornaro, regina di Cipro, Gerusalemme ed Armenia e signora di Asolo.

Uno stuolo di dame, sbandieratori, cavalieri e signorotti hanno fatto strada a sua Maestà, «donna coraggiosa e fiera» che, varcando i cancelli di Porta San Nazaro, è giunta con sguardo ammirato nella Platea Magna (l’attuale piazza Loggia) per festeggiare l’elezione di suo fratello, Giorgio Cornaro, a nuovo podestà di Brescia.

È IL 1497 E LA CITTÀ, per la prima volta, fu invitata ad assistere al torneo cavalleresco in onore della regina e a godere della vista e delle bellezze figlie della nuova ricchezza della loro amata Brixia, addobbata come mai prima di allora. Drappi di tessuto rosso adornavano i palazzi nobiliari, il vino rosso delle preziose terre bresciane sgorgava rigoglioso dalle fontane della città e poi loro, i cavalieri della tenzone che, imbracciate la lance in sella ai loro valorosi scudieri, si sono sfidati in prove di precisione e di spettacolo.

Un pezzo di storia bresciana, simbolo del tanto atteso Rinascimento, che ogni anno viene ricordato dall’associazione «Viaggiare nel tempo». Un appuntamento, quello de «La Giostra di Brescia», ormai trasformato in tradizione e che ieri, alla sua 19° edizione, ha attirato l’interesse e l’entusiasmo di centinaia di cittadini che nonostante un clima non troppo mite, si sono assiepati lungo la «Piazza Grande» per ammirare ed applaudire gli oltre cento figuranti vestiti in abiti d’epoca da fare invidia ai migliori costumisti hollywoodiani.

Una giornata che ha avuto inizio con la cerimonia di investitura e le prove libere dei cavalieri in attesa del vero spettacolo: l’arrivo della bellissima regina, quest’anno interpretata dalla modella e grafica pubblicitaria Anita Veres di origini italo-ungheresi, e il torneo cavalleresco la «Giostra». «Un soggiorno tra i più luminosi che una regina possa desiderare; dentro di me albergherà per sempre la vostra immagine» parole in segno di saluto e gratitudine che Caterina Cornaro ha rivolto al popolo accorso. Ma sentimenti e sensazioni tradotti anche in realtà: «Da piccola ho sempre immaginato cosa potesse significare essere una regina ed oggi lo sto provando. Sarà una delle giornate più memorabili della mia vita», ha confessato la modella prima di assumere di nuovo le vesti regali e dare il via alla sfida.

Sei cavalieri, rappresentanti delle sei porte di accesso all’antica Brixia, in sella ai loro cavalli al galoppo si sono sfidati su un campo di terra battuta, allestito per l’occasione, trasformando la piazza Loggia in un piccolo Circo Massimo. Marco Orsini, per Porta San Nazaro; Fabiano Berta per porta Pile; Graziano Zorza per Porta Bruciata; Paolo Tedoldi per Porta San Giovanni; Massimo Tedoldi per Porta Torre Lunga e l’amazzone Miriana Stella in rappresentanza di Porta Sant’Alessandro.

SEI CAVALIERI in competizione su due prove: la «Giostra del saraceno» e la «Quintana dell’anello». Ad avere la meglio e a guadagnare il maggior numero di punti ad ex aequo: Graziano Zorza e Fabiano Berta. Il fregio di vincitore, però, è andato a Zorza che è riuscito a superare la prova più difficile: infilare la lancia del diametro di 2,7 cm in un anello di solo 3 cm tra l’entusiasmo del pubblico e degli organizzatori Maurizio Argetta e di sua figlia Annalisa. «Ogni anno è un’emozione che cresce sempre di più», ha commentato padre Argetta convinto che la ventesima edizione possa suscitare maggiore pathos annunciando che la manifestazione «verrà estesa a gran parte della città».

Marta Giansanti
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